La splendida normalità di Alessio Dionisi: dopo il capolavoro di Imola, ora stupisce l’Italia con il Sassuolo

Stavolta qualcuno gli chiederà di farsi una foto. Se Alessio Dionisi, come nelle due estati appena trascorse, si presenterà nuovamente a Cervia per un paio di giorni di vacanza assieme alla moglie Maila, stavolta non sarà visto come un turista come gli altri ma come l’allenatore del Sassuolo e statene certi che non saranno solo i tifosi del “Sasol” (come capitato a settembre di quest’anno al Paparazzi di Milano Marittima) a scattare la foto ricordo.

La stessa foto ricordo che hanno scattato e postato sui social quei giocatori dell’Imolese che, un mesetto fa, si sono ritrovati con lui ed il suo staff per una cena “remember” di quel 2018/19 quando tutto cominciò, ovvero quando Alessio Dionisi si presentò al mondo del professionismo del calcio allenando quella che, ad Imola, è e sarà ricordata sempre come la migliore Imolese della storia. Un’Imolese che chiude al terzo posto in campionato partendo da ripescata e che elimina quel Monza di Adriano Galliani e Silvio Berlusconi che, chissà, domenica avranno ripensato a quell’allenatore conosciuto ai tempi della C dei “bagaj” che il Condor ed il Cavaliere provarono a portare in B vedendo però semaforo rosso contro la meraviglia rossoblù messa su da Dionisi.

Chissà cosa avrà pensato anche Flavio Destro, uno che quell’anno stigmatizzò quell’allenatore in panchina con i bermuda così diverso dai canoni old-style del papà di Mattia: quei bermuda fotografano il modo genuino di essere Alessio Dionisi, uno che ai tempi di Imola nel proprio guardaroba non aveva una giacca ed una cravatta e, fateci caso, anche adesso va in panchina all’insegna della comodità e non dell’apparenza. Dionisi che ad Imola  scoprì il gusto del “friggione” e che se poteva scegliere il menù di una cena si “giocava” il ristorante perché in cucina (come sui social) si va di minimo sindacale. Dal “friggione” alle “moeche” lo scenario cambia e Dionisi passa dal Bacchilega, dopo un’estate che qualcuno vive come tradimento ma che altri vivono con i lacrimoni agli occhi, al Venezia dove una squadra “un po’ così” viene comunque condotta alla salvezza.

Uno dei momenti chiave è il 29 dicembre 2019, quando Montalto segna un gol che a Perugia regala 3 punti ai veneti e blinda la panchina di un Dionisi che, nel riscaldamento pre-gara, ha una faccia tesa come mai chi vi scrive gli ha mai visto, nemmeno adesso che, dopo aver vinto (pardon, stravinto…) la B con l’Empoli, è arrivato sulla panchina del Sassuolo ed ogni tanto subisce qualche ingiustizia come contro l’Inter. Magari la stessa faccia l’ha avuta lo scorso settembre discutendo la tesi davanti alla commissione della Figc per conseguire il master Uefa-Pro a Coverciano (menzione d’onore, tanto per gradire) oppure il giorno del sì a Maila, arrivato nello scorso giugno dopo aver rinviato il matrimonio di un anno a causa del Covid o, chissà, quando dovrà fare qualche lezione di inglese, perché la A richiede anche questo.

Di certo la stessa faccia non l’ha avuta a Torino un mesetto fa, quando ha vinto allo Stadium contro la Juventus: l’esultanza al gol vittoria di Maxime Lopez gli è costata un paio di giorni di dolori al collo ma ne è valsa la pena, un’esultanza che si sarà ripetuta anche a casa Spagnoli, là dove l’ex presidente dell’Imolese (con il quale dopo la separazione i rapporti erano tendenti al glaciale, poi tutto è passato dopo un paio di mesi…) lo aveva ospitato nelle serate di Champions dei bianconeri per tifare assieme la squadra del cuore.

Dionisi che batte Allegri vuol dire Abbadia San Salvatore che batte Livorno: impossibile non pensare, visto che si parla di Toscana, a Giotto che supera Cimabue ma quello sarà il tempo a dirlo. Per adesso non resta che pensare a quanto accaduto domenica scorsa, quando quel bambino che a 4 anni dormì con le sue prime scarpe da calcio ai piedi e che sognava di fare il calciatore giocando a San Siro beh, non ci ha giocato ma ha vinto una partita contro il Milan primo in classifica. In un mese Dionisi con il Sassuolo ha vinto prima a Torino poi a Milano: come cambia la vita per chi, esattamente 3 anni fa, allungava fino al 30 giugno 2022 con l’Imolese.

Di sicuro, Dionisi non è cambiato: la serenità con cui commenta nel post-partita le gare del Sassuolo è la stessa conosciuta ed apprezzata ad Imola, dove uno dei mantra (soprattutto all’inizio di quel campionato) era “ricordatevi da dove veniamo”, riassunto “dionisiaco” di un proverbio ebraico (“chi non sa da dove viene, non saprà mai esattamente dove sta andando”) perfetto per questo momento. L’inizio di stagione al Sassuolo è stato difficile (del resto, senza Marlon-Locatelli-Caputo non è  la stessa cosa…) ma, adesso le cose funzionano alla grande, state certi che Dionisi non si monterà la testa e che resterà sempre quello che, potendo scegliere, si “sparerà” una pizza, una Coca Cola ed un gelato al pistacchio per fare 4 chiacchiere con gli amici. 

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