“La spiaggia romagnola ai Mondiali in Qatar con 18 bagnini, lettini e ombrelloni”: l’idea del cervese Gaffuri

Brianzolo d’origine ma romagnolo, anzi cervese, di adozione: Alessandro Gaffuri, 49 anni, è il fondatore e amministratore delegato di Cels Group, realtà che si occupa dell’organizzazione di eventi internazionali, in particolar modo nella penisola araba. Nei mondiali di calcio attualmente in corso in Qatar è lui uno dei punti di riferimento per quel che riguarda l’intrattenimento: oltre venti le iniziative messe in cantiere in concomitanza con l’appuntamento sportivo, sia in collaborazione con privati che con il governo del Paese, in continuità con una attività che ormai può dirsi di lungo corso. Esperienze immersive, decorazioni sul lungomare, palchi per spettacoli, aree ristoro e due zone divertimento capaci di attirare rispettivamente 60mila e 25mila presenze giornaliere. A questo si aggiunge il progetto forse più visionario, aver trasferito per un mese sette stabilimenti balneari di Milano Marittima (Bandito, Bicio Papao, Cortesi, Lanzarini, Mosquito, Spiaggia 30 e Tangaroa) su un’isola artificiale a Doha, dove ora sorge un Beach Club temporaneo. E, con lettini e ombrelloni, in Qatar si trovano anche 18 bagnini e 4 dj, tutti rigorosamente dalla Romagna: Ravenna, Cervia, Lido di Classe, Lido di Savio. E così Gaffuri può dirlo a buon diritto: «Ho portato in Qatar mezza Romagna».

Alessandro Gaffuri (quarto da sinistra)

Come le è venuta l’idea delle spiagge?

«Conosco i proprietari dell’isola e ci trovavamo insieme per lavorare ad altri progetti. Mi hanno mostrato le spiagge, ma non sapevano bene cosa farne nello specifico, allora ho digitato “Cervia” su Google e ho mostrato loro come è allestito un bagno in Romagna: mi hanno dato carta bianca. A quel punto ho investito personalmente nel progetto e contattato alcuni stabilimenti, chiedendo di poter prendere in affitto lettini e ombrelloni che per il periodo invernale sarebbero rimasti inutilizzati. Negli imprenditori con cui ho parlato ho visto una grande voglia di partecipare a un evento mondiale».

Che cosa arriva in Qatar del cosiddetto spirito romagnolo?

«Il romagnolo ha una capacità unica di adattarsi e interagire con gli altri che eleva all’ennesima potenza le qualità già tipiche degli italiani, così apprezzati nei Paesi dove lavoro. Molto bravi nel rapporto diretto con le persone sono i bagnini, in grado di coinvolgere tutti e di farsi capire al di là delle barriere linguistiche. C’è uno spirito di festa generale sia in spiaggia che nella casa dove alloggiano tutti insieme».

Al mondiale arrivano turisti da ogni parte del globo: quali i più presenti all’Angolo Romagna?

«Abbiamo visto ogni tipo di nazionalità. Noi ci troviamo vicino allo stadio in cui hanno giocato soprattutto le squadre latinoamericane: Argentina, Messico, Costa Rica. Ma per questo mondiale in Qatar c’è stata anche una vera e propria invasione di sauditi, e ne abbiamo visti moltissimi. In generale è stato interessante vedere come, in base alla cultura di appartenenza, vi siano modi diversi di fruire la spiaggia. Insomma, un mix di usi e costumi riadattatati all’allestimento in stile pura Romagna».

Al di là delle spiagge, avete realizzato diversi tipi di allestimento.

«Abbiamo disegnato, prodotto e installato le decorazioni per i sette chilometri di lungomare, così come il Qatar Cultural Village. Da segnalare anche la collaborazione con l’artista Marco Lodola, che ha prodotto figure di calciatori e di donne e uomini arabi che fanno shopping. Le sue installazioni sono state collocate su un edificio museale».

E le zone divertimento?

«Ne gestiamo due su un totale di dieci, dove si può guardare le partite trasmesse in diretta, andare a mangiare al ristorante, entrare nei negozi, assistere a spettacoli. Un’area è dedicata a turisti e locali e vi si tengono due spettacoli al giorno con fuochi d’artificio e droni, alle tre console i dj sono tutti romagnoli. L’altra area è dedicata a lavoratori e classi sociali più svantaggiate, ma non si tratta di un ghetto: l’ingresso è libero e i prezzi del cibo sono calmierati».

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