Marika Servadei e i suoi mirtilli Foto di Mauro Monti

L’acqua alla terra la porta un rio dal nome che in effetti ricorda la montagna: il Bolzanino. Ma Petrignone non è né in Alto Adige né in Trentino. Eppure qui i mirtilli e i lamponi crescono dolci e abbondanti anche sotto un sole molto più caldo. Piccoli frutti rossi di Romagna che maturano nelle terre al confine tra Faenza e Forlì, dove il rio Bolzanino snodandosi fra i campi sembra infilarsi dritto nella sfera del sole quando è alto. Per questo si chiama Rio del Sol l’azienda agricola di Marika Servadei, giovane agricoltrice faentina, entusiasta del suo lavoro, instancabile sperimentatrice e osservatrice della sua terra e delle piante che ci crescono sopra, che coltiva a piccoli frutti una parte dei terreni dell’azienda di famiglia proprio sulle colline forlivesi (l’azienda ha casa a Faenza).

Marika Servadei e i mirtilli di Rio del Sol (Foto Mauro Monti)

Innovazione nel campo
«Produciamo frutta da quasi 40 anni in famiglia, ma con i mirtilli è cominciato tutto nel 2011 dopo un viaggio che feci con Agrintesa in Cile –racconta Marika –. In quella terra caldissima, in pianura, crescevano mirtilli. Così ho scoperto che ai mirtilli non serviva la montagna, ma solo una terra senza calcare, e acida». Proprio come la striscia di terreno su cui Marika ha piantato le prime piante otto anni fa e le ultime l’anno passato. Sei diverse varietà in tutto che le permettono di raccogliere da giugno a settembre. Lo scenario qui è incantevole: i campi con le piante cariche di mirtilli blu da un lato e quelle rosse di lamponi dall’altro in questa stagione di piena raccolta, colline e antiche torri alle spalle, nei dintorni un bel numero di cantine di qualità e vigneti. Ma il bello è anche ascoltare Marika raccontare del suo lavoro, di come nei campi di mirtilli non si diserbi e non si concimi ma si dia comunque alla pianta tutto quello di cui ha bisogno: la giusta dose d’acqua. Di tutte le innovazioni messe a punto insieme al padre, quella per consumare meno acqua possibile è quella di cui Marika si infervora di più a parlare. «Ho installato un sistema di irrigazione computerizzato che dosa le annaffiature due volte al giorno per poche decine di minuti, questo permette di consumare davvero pochissima acqua, che è preziosissima e di non gonfiare i frutti o soffocare le piante –spiega Marika –. Inoltre ogni fila di mirtilli ha un suo corso di scolo che convoglia le acque in eccesso in un bacino di raccolta aziendale, così l’acqua non va persa ma riutilizzata per l’irrigazione successiva. Il sistema di raccolta dell’acqua lo ha creato mio padre». Dopo la scoperta in Cile è arrivata la Spagna, perché è vero che anche se non serviva la montagna, alcune estati particolarmente calde come quella del 2017, qualche interrogativo lo avevano posto a chi come lei osserva e conosce ogni mutamento delle piante nei campi. «Con troppo caldo i mirtilli non crescevano molto, e sono andata in Spagna, a Madrid c’è una intera fiera dedicata ai frutti di bosco – racconta ancora Marika –. Qui ho conosciuto un vivaista americano che ha una base in Spagna dove vende una varietà di mirtillo che fino a quel momento mi era sconosciuta ed è perfetta per la mia terra e il nostro clima romagnolo».

La bottega di legno ai margini del campo di Rio del Sol (Foto Mauro Monti)


La bottega in campagna
Per evitare che continuassero a rubarle i suoi preziosi mirtilli, Marika, alla quale le idee non mancano, ha pensato di costruire ai margini del campo in via Dei Sabbioni una casetta di legno, inaugurata un paio di settimane fa, dove oggi vende i suoi frutti appena raccolti nel campo alle sue spalle, oltre a tutti i trasformati aziendali: succhi di frutta, frutta essiccata, caramellata, confetture. «Passano molti cicloturisti, magari fanno una sosta, si informano, poi torna con la macchina il giorno dopo a fare la spesa – dice Marika soddisfatta –, nel giro di un mese abbiamo già tante presenze come nel punto vendita in via Lugo a Faenza dove ci siamo da sempre». Insieme ai colleghi agricoltori e vignaioli della vicina cantina Sabbiona ha messo a punto una serie di percorsi: si va a vedere i mirtilli, si raccolgono e si assaggiano, si va in vigna e in cantina e si degusta, si visita la Torre di Oriolo e poi ovviamente si porta a casa un po’ di prodotto, dopo aver visto dove nasce, cresce e in alcuni casi anche si trasforma. «Una formula che piace molto ai turisti stranieri, abbiamo ospitato danesi, olandesi, americani». Oltre che alla botteghina di legno a bordo del campo, i prodotti di Rio del Sol si trovano al punto vendita aziendale di Faenza in via Lugo 86/88 (info 339 8088302) oppure in diversi mercatini dove l’azienda fa vendita diretta: tutti i martedì sera d’estate in piazza del popolo a Faenza dalle 17 alle 23, il venerdì dalle 17 alle 21 al Mercato della Terra di Imola, il sabato mattina la Mercato di campagna amica di Ravenna e da oggi ogni giovedì anche al Mercato di Campagna amica di Forlì in via Bologna.

Marika Servadei (Foto Mauro Monti)

Aspettando le melagrane
La famiglia Servadei nella sua azienda coltiva anche albicocche, di diverse varietà che si iniziano a raccogliere a maggio e vanno avanti fino a settembre, diversi tipi di pesche, oltre ai mirtilli lamponi e un po’ di ribes, kiwi, baby kiwi, fichi, fino all’anno scorso anche mele e pere, ma ora quella parte di terreno è stata divisa fra i famigliari. Ma insieme al mirtillo, il prodotto di punta sono i melograni. Fino a due anni fa Marika dopo una serie di viaggi in Israele, terra vocata e di grande ricerca su questo frutto, era tornata con l’idea di dedicarsi a questo frutto. Lo aveva fatto in collaborazione con l’Università insieme alla quale per qualche anno ha allevato un campo sperimentale con 70 varietà di melograni da tutto il mondo. «Purtroppo una pianta importata dall’America è risultata positiva a una virosi che era sfuggita ai controlli prima della piantumazione e abbiamo dovuto distruggere tutto l’impianto dopo il solo primo parziale raccolto» racconta dispiaciuta Marika, che più che al grande danno economico si rammarica di nona aver potuto vedere il frutto di tutte quelle piante diversissime fra loro, dai sapori e dai colori diversissimi. Ora ha comunque in produzione tre varietà di melograni ed è custode della “Grossa di Faenza”, una specie antica, che in Romagna e specie in pianura cresceva solo appoggiata ai muri dei casolari. All’azienda Rio del Sol, le melagrane vengono raccolte e spremute a mano per farne un succo di frutta 100%, così come i mirtilli. ma con gli anni la gamma di trasformati si è arricchita e oggi conta anche molte confetture, la frutta essiccata in maniera naturale con la collaborazione del Podere Colombara di Imola, e come i fichi, mirtilli e lamponi finiscono anche in forno e poi caramellati, la ricetta l’ha messa a punto sempre Marika.


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