La Settimana Longianese rischia di morire dopo 59 anni

La “Settimana Longianese” è a rischio, perché dopo 60 edizioni consecutive non c’è più chi l’organizza. Da secoli a Longiano si tiene il 26 luglio la festa del Santissimo Crocifisso, abbinata a serate di eventi ricreativi e culturali. Curata un tempo dall’Arciconfraternita e dai frati francescani, nel 1961 passò in mano a un comitato cittadino che si costituì per organizzare meglio la parte extrareligiosa del programma. I fondatori furono la maestra Oda Bersani (prima segretaria del comitato), monsignor Mario Lucchi (parroco della Collegiata San Cristoforo), padre Armando Raggini (frate del santuario), Alberto Berardi, Eugenio Bettucci, Armando Rocchi, Francesco Giugni e Giorgio Balestra. La sede delle adunanze era presso la ditta “Toto Arredamenti” e poi al ristorante “Setaccio”, allora della famiglia Balestra. Nel 1990 il gruppo cambiò il nome in “Associazione turistica, culturale, Pro loco di Longiano” con presidente Gino Orlandi, sempre con lo scopo di «incrementare il movimento turistico e lo sviluppo culturale di Longiano, e di promuovere lo sviluppo della zona in funzione turistica e culturale». Come soci di diritto furono individuati il Comune, la Confraternita dei frati conventuali e la parrocchia di Longiano capoluogo». Finora sono state organizzate in modo impeccabile 59 edizioni e neppure il Covid è riuscito a fermare la festa, che si è svolta anche l’anno scorso, seppur ridotta. Ma ora l’attuale presidente, Sauro Antolini, deve alzare bandiera bianca: «Negli ultimi anni il numero dei volontari si è assottigliato. Nei mesi scorsi è scaduto il mio mandato e quello del direttivo. Ho deciso di non ricandidarmi, stanco e sfiduciato, così come gli altri pochi volontari rimasti. Abbiamo chiesto che si facessero avanti nuove forze, a cui passare la mano. Ma nessuno ha raccolto l’invito. Sabato scorso, ho incontrato l’amministrazione comunale e ho detto che noi non siamo più in grado di organizzare l’evento. Se dovesse servire – conclude – daremo una mano, ma lo faremo a livello personale». Negli anni passati, in giugno il programma era già abbozzato. Invece è già saltata la Sagra della ciliegia e per la “Settimana longianese”, a 40 giorni dall’inizio, ci sono nubi sempre più scure all’orizzonte. Nel borgo tutti ne parlano, perché l’evento è caro ai residenti, oltre ad essere apprezzato dai visitatori. Chi organizzerà la rassegna è al momento un mistero. Toccherà all’amministrazione comunale dipanare la matassa e “salvare” una tradizione festosa che va avanti dai sei decenni.

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