«La scure dell’Europa sulle eccellenze gastronomiche della Romagna»

Formaggio di Fossa Dop di Sogliano, Ambra di Talamello, ma anche olio, salumi, carni, tutto nel mirino del cosiddetto “Nutri-Score”. È un vero e proprio rischio semaforo rosso per i gioielli enogastronomici del territorio, quello su cui lancia un campanello d’allarme l’agronomo Leonardo Sacchetta, con l’occhio fisso sulla vallata e l’orecchio ben teso verso l’Unione Europea. «Le eccellenze e i prodotti agricoli che caratterizzano la nostra terra sono a rischio della mannaia della politica agricola: parlo dell’olio, dei formaggi, dei salumi e delle carni figli delle tradizioni tramandate di generazione in generazione» spiega l’esperto.
Sacchetta, cosa sta succedendo a Bruxelles? «In questi giorni è in discussione il prossimo settennato della politica agricola comune, quello 21021-2027, e alcuni Paesi vogliono imporre l’applicazione di un’etichetta sui cibi: una sorta di semaforo ribattezzato “Nutri-Score” con una scala di cinque colori abbinati alle prime cinque lettere dell’alfabeto in base al valore nutrizionale e in particolare al contenuto di grassi, zuccheri, fibre, sale e acidi grassi. Una classificazione dal rosso al verde che, seppur riferita a gruppi di prodotti, ha conseguenze molto pesanti: l’olio di oliva, pur considerato con il miglior punteggio tra gli oli vegetali, verrebbe inserito ad esempio fra quelli a semaforo arancione e quindi catalogato come prodotto da limitare nel consumo in quanto ricco di calorie. Stessa sorte toccherà ad altri nostri prodotti di eccellenza come il formaggio di Fossa di Sogliano e l’Ambra di Talamello, i salumi, le carni, tutti da semaforo arancione. Con situazioni davvero paradossali».

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