La salute passa anche attraverso la tecnologia: i nuovi smartwatch

U ltimamente la tecnologia ci sta mettendo a disposizione degli strumenti che possono essere molto utili per il monitoraggio del nostro stato di salute. Mi riferisco agli Smartwatch, i cosiddetti orologi intelligenti, che permettono una serie di misurazioni come la frequenza cardiaca, il ritmo del sonno, e i più evoluti, anche la saturazione dell’ossigeno e la pressione arteriosa.

Da una parte monitorare questi parametri è sicuramente utile, soprattutto quando si comincia ad avere una certa età; dall’altra parte però, si deve avere una strategia per farlo in maniera che sia veramente efficace a migliorare lo stato di salute.

Inoltre si deve tener presente che queste applicazioni derivano, almeno al momento, dall’ambito dell’allenamento sportivo e non sono, quindi, applicabili in maniera immediata alle esigenze di una persona anziana. Confrontarsi con un professionista, come il proprio medico di fiducia (anche nell’acquisto), ma anche un personal trainer, può essere importante per capire se fa al caso nostro.

I parametri che con ragionevolezza si potrebbero controllare in una persona anziana sono, in primis, la frequenza cardiaca. Questo controllo permette di capire se il tipo di sforzo fisico che si sta facendo è adatto o eccessivo per l’organismo, soprattutto nel caso di persone con malattie croniche. Bisogna ragionare sui range di frequenza fino ai quali ci si può spingere e poi verificare qual è stato l’andamento; oppure si può impostare un allarme (alcuni apparecchi lo permettono) in modo da essere sicuri di fare un’attività fisica che faccia bene e che non esponga a rischi. L’attività fisica, come ogni farmaco, è molto efficace nel mantenere le condizioni di salute e in certe situazioni anche nel migliorarle, però se fatta in maniera sbagliata e con carichi di lavoro eccessivi, può avere degli effetti collaterali.

Alcuni Smartwatch hanno persino la rilevazione automatica della fibrillazione atriale, un’aritmia che è molto frequente nell’anziano e che se è riconosciuta precocemente, si può evitare complicanze tra cui il rischio di ictus cerebrali, che tende a insorgere in maniera asintomatica.

Un altro parametro importante è la saturazione dell’ossigeno. Se la saturazione è bassa o si abbassa durante lo sforzo ci indica che il cuore o i polmoni non stanno funzionando al meglio delle loro caratteristiche. La saturazione dell’ossigeno può rivelarsi critica persino durante la notte, nelle cosiddette apnee ostruttive.

Si tratta di alterazioni del respiro che creano un’ipossigenazione del cervello, e che se vengono riconosciute precocemente, permettono di invecchiare meglio.

Infine la pressione arteriosa (attualmente sono pochi gli Smartwatch che la misurano), un parametro che se è troppo alto espone al rischio di patologie cardiovascolari, come ictus e infarti, ma se è troppo bassa, può lo stesso creare problemi seri.

Questi strumenti possono essere molto utili nel monitorare la nostra salute, ma non bisogna farsi prendere dall’ansia e controllare tutto, ma bisogna capire quali sono i parametri più utili per un invecchiamento di successo.

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