Santa Sofia, la sala Milleluci torna a brillare

SANTA SOFIA. Dopo quasi 40 anni, la sala da ballo Milleluci di Santa Sofia è tornata agibile. Al suo interno, lo stesso pavimento di marmo sul quale si esibirono Gianni Morandi, i Nomadi, Secondo Casadei, Iva Zanicchi, e sul finire della sua stagione, anche Vasco Rossi. Inaugurata nel 1959, la sala è chiusa infatti dalla prima metà degli anni ’80. E perché torni a ospitare eventi è necessario attendere ancora fino al 2023, quando in base ai piani dell’Amministrazione comunale «dovrebbero essere completati tutti gli interventi, – spiega il sindaco Daniele Valbonesi – sia quelli per la messa in sicurezza che per l’antisismica e l’impiantistica, in modo che l’edificio sia completamente ristrutturato».

«È un simbolo di rinascita», sottolinea il sindaco di Santa Sofia, che ieri ha tagliato il nastro della “balera” strappata al logorio del tempo insieme al presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.Sotto il sole cocente di metà giugno, il governatore ha sottolineato il valore del nuovo inizio per il locale di Santa Sofia quale segnale di rinascita di una terra che «nel Dopoguerra era luogo di emigrazione perché non c’era da mangiare e ora è una delle regioni in Italia con la qualità di vita più alta». E proprio a proposito della “resurrezione” post Covid, Bonaccini ha sottolineato come la pandemia abbia «cambiato le cose: la gente cerca posti più aperti, lontani dalla calca. I numeri delle prenotazioni nelle località dell’Appennino stanno tornando ad essere importanti». Quello a cui fa riferimento è un «turismo slow», di tipo naturalistico, al quale collega anche il parco fluviale lungo il fiume Bidente, dove sono state collocate le opere di Giò Pomodoro, visionate dal presidente durante la visita nella vallata. «Bisogna darsi da fare – ammonisce però il governatore – servono strutture ricettive, bar e ristoranti. Si vince se si gioca insieme, bisogna fare rete. Sono opportunità di lavoro importanti».

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