“La rosa Bettina” tra natura e thriller

La rosa Bettina è un fiore di rara bellezza caratterizzato da sfumature che virano dall’arancione al giallo e allo stesso modo il romanzo di Maggie Van Der Toorn oscilla tra le peculiarità dei gialli e quelle del thriller e del noir, passando per il genere narrativo. Uscita in libreria lo scorso 1° aprile, l’avventura letteraria “La rosa Bettina” ha come protagonista Eva Palermo che, da quando si è trasferita nella casa di campagna a Montefiorito sul Nera, piccolo borgo medievale nel Lazio, ogni notte viene perseguitata da incubi terrificanti con riferimento ai delitti accaduti vent’anni prima, di cui non sono mai stati trovati i colpevoli.

Maggie Van Der Toorn, autrice di racconti, romanzi, sceneggiature teatrali e cortometraggi, è nata nei Paesi Bassi, ma vive in Italia dal 1980 e in particolare ora scrive da Montefiore Conca, il luogo che ha ispirato le vicende di questa sua ultima fatica letteraria, facendo seguito alle pubblicazioni “Labirinti”, “Partenze”, “Posti a sedere” e “Colori invisibili”, premiati con prestigiosi riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale.

Van Der Toorn, cosa l’ha spinta a raccontare questa storia?

«Ho sempre desiderato scrivere un romanzo thriller ricco di intrighi e mistero in cui delitto e psiche si potessero intrecciare perché è un aspetto che mi affascina molto – racconta l’autrice –. Durante il primo lockdown, lo scorso anno, mi sono ritrovata ad accorgermi con maggiore consapevolezza del luogo che mi circondava e a sentirmi a stretto contatto con la natura. Ho iniziato a vivere in maniera più intensa la mia casa e la campagna che le sta attorno e da questa sintonia è nata la storia. Ciò che vorrei trasmettere è l’importanza di non dare mai niente per scontato, di aprirsi alle possibilità che la vita ci offre e di accettare i cambiamenti».

Cosa caratterizza la protagonista del racconto?

«L’esistenza di Eva viene turbata da queste presenze del passato, al punto da diventare per lei una vera e propria ossessione. È questo il motivo principale per cui inizia a indagare, in maniera autonoma e casuale. Determinata, astuta, corteggiata ma solitaria, con un debole per il suo ex, appassionata di automobili, di viaggi e della natura, del fresco del mattino e delle rose, affronterà un percorso tra salite imprevedibili e precipizi pericolosi che la porteranno a diventare persino parte integrante del male che vorrebbe sconfiggere».

Il libro è anche un’occasione per omaggiare la bellezza dei borghi italiani. Che rapporto ha con il Paese in cui vive da oltre quarant’anni?

«Amo l’Italia alla follia e appena sono arrivata mi sono sentita a casa più che nel mio paese d’origine. Dopo le prime esperienze romane sono approdata nel riminese a cui anni fa ho dedicato anche il testo “Un’altra Rimini” raccolto nell’antologia “In giro per l’Italia in Vespa”, edita da Giulio Perrone Editore».

Un altro aspetto caratterizzante è il suo amore per la lingua italiana.

«Sin da piccola la scrittura è stata per me un rifugio. Figlia di un marinaio, ero una bambina spericolata e sognavo di fare la stunt-woman, nonostante tutti mi scoraggiassero. Così ho iniziato a scrivere le mie fantasie, poi per un periodo ho smesso e ho ricominciato a farlo in Italia, perché in questa lingua ho trovato il modo migliore per esprimermi. La mia avventura letteraria è iniziata nel 2012, quando ho ideato, scritto e organizzato un musical per famiglie “Animal’estate”, che ha vinto il primo premio a un concorso della Giulio Perrone Editore. Da allora non ho più smesso: mi piace tenere anche corsi o laboratori in cui accompagno alla scrittura e ogni volta continuo a imparare a mia volta».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui