Olimpiadi, la Romagna si gode il suo bronzo tra luci e ombre

Si è chiusa l’edizione 2021 dei Giochi Olimpici, la più prolifica di sempre in termini numerici per l’Italia e anche la Romagna, nel suo piccolo, ha contribuito alla riuscita della spedizione azzurra che torna trionfante dal Giappone. Le discipline in cui era presente almeno un atleta romagnolo erano ginnastica ritmica, softball, nuoto, tiro a segno, tennis, skateboard, canottaggio, tiro a volo, beach volley e pallavolo.

Medaglia col brivido

Non tutto è andato per il giusto verso, ma la notizia più importante è che un atleta di casa nostra, pur nella incredibile sfortuna che ha puntato il dito contro di lui, è riuscito a riportare la Romagna sul podio olimpico a nove anni dall’oro di Jessica Rossi (che è una romagnola di adozione) e a 13 dall’oro di Andrea Minguzzi. Si tratta del canottiere ravennate Bruno Rosetti che la medaglia al collo l’ha messa qualche giorno dopo quella che sarebbe dovuta essere la sua finale: quella del 4 senza. Poche ore prima della finale Rosetti è risultato positivo al Covid: unico caso riscontrato fra gli atleti italiani. A sostituirlo è stato Marco Di Costanzo ma il lieto fine c’è stato perché anche Rosetti ha ricevuto la sua medaglia di bronzo.

Le soddisfazioni

C’è chi torna da Tokyo con il sorriso sulle labbra. Milena Baldassarri, ad esempio, è arrivata laddove nessuna altra azzurra era riuscita, al sesto posto della gara individuale della ginnastica ritmica, non lontana dalla zona podio. La ravennate, 19 anni, alla prima partecipazione olimpica ha disputato prima una grande qualificazione entrando nelle dieci che avrebbero potuto disputare la finale nella quale si è migliorata attestandosi al sesto posto.

Ilaria Bianchi ha disputato la sua quarta edizione dei Giochi: al termine di una stagione controversa, complicata dal Covid che l’ha tenuta ferma per due mesi a cavallo di dicembre e gennaio, centrando due obiettivi: il personale stagionale nei 100 farfalla e l’approdo in semifinale. Chiederle di più era difficile. Personale e semifinale centrata anche da Lorenzo Poggio, imolese acquisito che nei 100 rana ha disputato la miglior gara della carriera, sfiorando un posto in finale. Simone Sabbioni ha dato il meglio di sé in staffetta contribuendo alla conquista della finale della 4×100 mista mista. Nella gara individuale il riccionese, invece, ha fallito l’ingresso in semifinale per due centesimi, nuotando su livelli sconosciuti nelle ultime due stagioni. Un buon segnale.

Può essere moderatamente soddisfatta anche Martina Carraro, che si avvicinava a Tokyo con ambizioni di podio ma che ha capito subito di non essere al meglio della condizione e ha conquistato la sua prima finale olimpica in carriera, dove ha chiuso settima, a livello individuale, e in staffetta con il sesto posto nella 4×100 mista donne.

Niente finale ma una esperienza meravigliosa per la portacolori della Skate School Cesena Asia Lanzi (bolognese) che ha chiuso al 14° posto la sua prova della specialità Park che faceva il debutto ai Giochi Olimpici.

Sofia Ceccarello è stata a un tiro da quella che sarebbe stata una fantastica finale del tiro a segno nella specialità carabina ad aria compressa. Ha capito, a 18 anni, da campionessa d’Europa, cosa significa pressione da Olimpiadi e, in una specialità dove l’età media è piuttosto elevata, ha pagato dazio al noviziato, sbagliando l’ultimo di 60 tiri. Al di sotto delle aspettative le sue prove nel mixed team con Marco Suppini e nella carabina tre posizioni da 50 metri. Avrà tempo e modo per rifarsi.

Proprio ieri, infine, Yassine El Fathaoui, che ha preparato le sue Olimpiadi a Forlì da Giorgio Reggiani, ha chiuso la maratona al 47° posto a 11 minuti dal vincitore keniano Kipchoge ma può essere soddisfatto.

Le delusioni

Non mancano le note negative. Jessica Rossi, portacolori della spedizione azzurra alla cerimonia di apertura, esce con una delusione doppia da Tokyo. Il fallimento per un solo piattello dell’ingresso in semifinale ha mandato in tilt la conselicese di adozione che poi è andata in crisi nel Mixed Team, affrontato con l’ex marito Mauro De Filippis.

Le ragazze del softball, con la riminese Beatrice Ricchi, avevano un’occasione unica: la sconfitta più che onorevole contro gli Usa all’esordio aveva illuso un po’ tutti e quello che era il sogno di disputare la finale per il bronzo è svanito con Australia, Messico e Canada.

Rientrata in extremis tra le convocate per i Giochi, Sara Errani non è riuscita a lasciare il segno nella sua partecipazione olimpica. Nel doppio è riuscita a superare un turno in coppia con Paolini, uscendo poi contro le ucraine Kichenok/ Kichenok, mentre nel singolare l’uscita di scena è arrivata subito con un 6-0, 6-1 dalla Pavlyuchenkova.

Delusione forte anche per la imolese di nascita Elena Pietrini che, pur essendo una delle poche note positive della spedizione giapponese, è stata protagonista dell’uscita di scena della nazionale azzurra ai quarti di finale del torneo di pallavolo femminile contro la Serbia.

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