La Romagna fucina di sostenibilità

Oltre la pandemia di Covid-19 c’è innovazione e c’è molta sostenibilità. E l’impronta romagnola la si legge bene in “Oltre il Covid: 365 idee per superare la crisi”, un libro della giornalista Paola Scarsi edito da Erga edizioni. In tempi di pandemia la regola principale è stata la riconversione per cercare di sostenere la produzione dei dispositivi di protezione individuali. Due sono gli esempi che spiccano sul volume: uno è della sartoria cesenate la Mosca Nera, di Alice Moscatelli, che dall’inizio della pandemia ha riconvertito la produzione in quella di mascherine, proseguendo anche dopo la fine dell’emergenza. L’altra è della Princess Più di Savignano sul Rubicone, una cooperativa tutta al femminile nata nel 1980 da una crisi aziendale. Ha riconvertito la produzione di capi sartoriali per conto di notissimi marchi in quella di mascherine di cotone, lavabili 100 volte. Le 9 dipendenti, tutte socie, hanno così potuto salvaguardare i loro posti di lavoro riprendendo l’usuale attività al termine dell’emergenza. Ma non c’è solo questo. Le buone pratiche hanno poi toccato il mondo digitale con “Click to beach” per la prenotazione di ombrellone, lettini e sdraio per rispettare il distanziamento sociale nelle spiagge del litorale romagnolo. E Ciro Adamo, titolare del ristorante Nascosto di Ravenna (che già si era inventato un abbonamento mensile alla pizza), in quarantena aveva messo in piedi un percorso per avvicinare anche i più restii all’autoproduzione. Infatti, aveva ideato un impasto per pizza da cuocere in casa, con tanto di farcitura in confezione separata, da ordinare via app e da consegnare a domicilio. Sempre per far arrivare prodotti in casa la sammarinese Quickly International di Dogana ha poi creato la App “Comuni a domicilio” per supportare il concetto del commercio “a km0” senza muoversi da casa. «Quando ho iniziato a raccogliere le ‘storie’ per il mio libro l’intento principale era stato quello di fermare un momento storico mai vissuto e (speriamo) irripetibile, evidenziando creatività, ingegnosità e capacità di innovazione degli imprenditori italiani, grandi o piccoli che fossero. Agli inizi voleva anche essere una risposta concreta ai troppi scenari che studiosi, filosofi ed esperti di fama locale o mondiale stavano dipingendo, in un periodo a mio giudizio ancora troppo fluido, in divenire e dai contorni troppo nebulosi – spiega Paola Scarsi – ‘Andrà tutto bene’ o ‘niente sarà come prima’ mi sembravano belle frasi fatte, specie per chi vedeva le vendite diminuite drasticamente, la clientela rinchiusa in casa, i locali con le serrande abbassate. Insomma, tutto il dramma economico e sociale che abbiamo vissuto e stiamo ancora in parte vivendo. Ho così scovato, frugando con pazienza certosina nella rete le mie ‘365 storie concrete’ per superare la crisi. Erano molte di più, ne avevo certezza, ma a un certo punto dovevo scrivere la parola fine».

«Il libro è stato pubblicato, ha avuto un grandissimo e sinceramente inaspettato successo di critica (e spero anche di vendite), fatto che mi ha riempito di gioia – aggiunge la giornalista – Ma altre ancora sono state le fonti di soddisfazione. Per prima quella di poter condividere, attraverso il dialogo e la scrittura, i sentimenti di solidarietà e responsabilità degli imprenditori: solidarietà nei confronti della comunità “devo fare qualcosa, qualsiasi cosa”, delle maestranze “conosco i miei dipendenti uno per uno e non posso abbandonarli”, dei propri cari “salvare l’azienda è un dovere che ho nei confronti dei miei genitori.. dei miei figli”. Poi poter scoprire lo spirito innovativo e la forza, spesso silenziosa, degli imprenditori, la loro capacità di innovare e di rinnovarsi anche di fronte ad una crisi: pensiamo ai tappetini igienizzanti, ai gel sanificanti, sino ad arrivare agli spettacoli, uno per tutti il web family show ‘Ti conosco maskerina’ di Paolo Cevoli e sua moglie Betta. senza la pandemia non sarebbero mai stati realizzati. Ma forse i momenti più belli per me arrivano ora, perché sto contattando i protagonisti del libro per informarli dell’uscita: ebbene, sinora tutti stanno andando avanti, non uno mi ha detto di aver chiuso o cambiato mestiere, certo, alcuni fanno fatica, ma stanno comunque andando avanti. A dimostrazione che la loro capacità di resilienza e quella che mi piace definire economia della responsabilità, non sono parole vuote ma valori essenziali su cui ritengo si dovrà fondare la società del futuro. Una società responsabile è più sostenibile e rispettosa anche dell’ambiente. Le esperienze italiane e, tra queste, quelle romagnole, testimoniano che si può fare».

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