La Romagna di Alessandro Raimondi in un’antologia

Autore di podcast radiofonici indipendenti, appassionato di musica, Alessandro Raimondi (classe 1978), dopo Il karma dell’aragosta, l’esordio letterario del 2020, torna con C’era una volta in riviera (Il Ponte Vecchio), raccolta di racconti che regalano al lettore la riviera, nelle sue stereotipie, nelle sue tipicità, i suoi luoghi.

Partendo in gran parte dalla fantasia e in misura minore da fatti e personaggi storici, l’autore ci accompagna lungo un divertente excursus attraverso un caleidoscopico universo di personaggi che, tra Rimini, Riccione, Bellaria e soprattutto Igea Marina, si muovono all’interno di narrazioni brevi e ben costruite, nate dal sapiente bilanciamento di ironia, sarcasmo e malinconia.

Scopriamo così la divertente satira sul fascismo e sul potere, nel primo racconto, intitolato “L’ebreo di Bellaria” e incentrato sulle difficoltà incontrate nel 1938 da Achille Sturacciolo, podestà di Bellaria, all’indomani della promulgazione delle leggi raziali, quando si trova impegnato nella ricerca di ebrei che paiono però tutti scomparsi, ed è allora costretto a trovare un altro nemico da sottoporre agli abitanti di razza ariana per evitare che si addolciscano troppo.

“Sulle divergenze tra la compagna M. e noi” è invece il racconto che – attraverso le pagine di un diario di un giornalista nel 1958 – ci narra quanto è cambiata la vita a Igea Marina, dopo l’entrata in vigore della legge Merlin.

Raimondi ci regala poi il divertentissimo racconto legato alla figura di Nikola Tesla, che nel 1942 a New York incontra l’ex falsario e anarchico Luciano, con il quale farà una scoperta capace di cambiare per sempre il destino del pianeta, che lo porterà a Igea Marina perché solo lì l’inventore croato può trovare un luogo dove “l’imprecazione” è “spontanea”, fondamentale per il suo macchinario che produce energia pulita.

E ancora, la storia di Buono Cossu – pugile dilettante della Barbagia trapiantato a Igea Marina, del quale l’autore ripercorre la vita, le cadute, gli incontri truccati in cui lo costringono a perdere e un passato fatto di dolore e violenze subite – e quella di Serena, donna separata che riscopre la vita attraverso una serata senza freni.

Con la sua galleria di tradimenti e amori dalle forme cangianti, vite ai limiti della legalità, vitelloni spiegati ai più piccoli, tossicodipendenti e anziani che ritrovano se stessi, donne che cercano il riscatto ed esistenze apatiche, quella di Raimondi è un’antologia graffiante, divertente e malinconica al tempo stesso, che nasce dalla fantasia ma, utilizzando luoghi, volti e fatti realistici, ricostruisce con precisione lo spirito della riviera, il suo passato, il suo sentire e dipinge l’orizzonte culturale, sociale e umano di uno dei territori più rappresentativi del nostro Paese.

Per scoprire una Romagna come (forse) non ve l’hanno mai raccontata.

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