La Rocca di Imola tra incisioni e acquerelli

La Rocca di Imola è al centro della storia di Romagna a partire dal XII secolo. A lungo contesa tra bolognesi e faentini, passa attraverso il dominio delle bellicose famiglie della zona, i Manfredi e gli Alidosi, fino all’acquisto, denaro e privilegi, da parte di Galeazzo Sforza nel 1472, quale dono alla figlia Caterina per le nozze con Girolamo Riario. È l’occasione per ampliamenti e fortificazioni per resistere meglio ai colpi di cannone. Più tardi passerà sotto il papato per diventare carcere fino al 1958. Ampiamente restaurata, nel 1973 viene aperta al pubblico. La bella stampa pubblicata da “L’Italia geografica illustrata” di Palmiro Premoli edito da Edoardo Sonzogno di Milano nel 1891 ne mette bene in evidenza la destinazione carceraria inquadrando la porta di accesso con tanto di garitta di guardia. L’autore è l’incisore Ambrogio Centenari (Milano 1845 – Cusano sul Seveso 1916), allievo di Francesco Ratti, direttore del reparto xilografia dal 1884 de “L’illustrazione italiana”. Dieci anni dopo Antonio Bonamore (Abbiategrasso 1845-1907), illustratore per molte case editrici di romanzi popolari e per diversi giornali, realizza da fotografia la stampa dell’insieme della roccaforte imolese per “La patria, geografia dell’Italia. Province di Bologna”, opera compilata da Gustavo Strafforello per l’Unione Tipografico-Editrice di Torino. Tommaso Dal Pozzo (Faenza 1862-1906), è un talentuoso artista polivalente: ceramista, pittore, decoratore e freschista, restauratore e architetto, il quale affianca a tutte queste attività anche quella di storico dell’arte che lo porta, prima alla direzione artistica delle Fabbriche Riunite di Ceramica dal 1900 al 1905, e poi dei Musei Civici e della Pinacoteca di Faenza. Dal Pozzo è autore di luminosi acquerelli dedicati a monumenti e paesaggi riprodotti su cartoline illustrate ampiamente diffuse. La serie più conosciuta e apprezzata riguarda le piacevoli immagini dei “Castelli di Romagna” tra le quali figura anche la rocca degli Alidosi.

Nella serie di artisti coinvolti non può mancare Giordano Severi (Cesena 1891 – Recife 1957) ottimo paesaggista e apprezzato ritrattista, il quale fra il 1928 e il 1930 dipinge “dal vero” le sessanta tavole che compongono la serie delle “Rocche e Castelli di Romagna” presentate nella mostra curata da Flora Fiorini e Orlando Piraccini, con la collaborazione di Anna Provenzano e Sergio Spada nelle sale di Palazzo Romagnoli a Forlì nel 2019. Tra queste, anch’essa eseguita con l’abilità e il rigore formale senza orpelli folcloristici che caratterizzano l’intera serie, fa bella figura l’imponente torrione in primo piano della fortezza imolese.

Pietro Novaga (Zurigo 1911 – Forlì 1997) a Forlimpopoli dal 1915, dopo l’Accademia di belle arti di Ravenna, si diploma a Bologna e dal 1947 insegna disegno prima a Forlì poi all’Istituto Magistrale della sua città d’adozione. Appassionato di architettura è attivo come progettista edilizio, vivace animatore culturale, ottimo pittore e valente incisore. Per queste qualità entra a far parte degli artisti arruolati da Aldo Spallicci per le copertine xilografiche della sua rivista La piè. Tra i volumi che illustra, figura “Caterina Sforza” di Angelo Braschi edito da Capelli di Rocca San Casciano nel 1965. In esso Novaga inserisce due disegni della rocca imolese. In un caso, ne presenta la semplificazione grafica ispirata alla tradizione incisoria popolare e nell’altro è l’atmosfera romantica del Grand tour che guida la sua mano.

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