La penisola italiana vanta meravigliose spiagge e un mare cristallino ed è la meta turistica più desiderata al mondo. Ogni anno, intorno a metà primavera, gli stabilimenti balneari si preparano all’allestimento delle spiagge per la stagione estiva, con lavori di riposizionamento della sabbia erosa e trascinata via dalle mareggiate invernali, di sistemazione dei canali di scolo, di pulizia delle spiagge e di rimozione dei rifiuti marini. Insomma, in una primavera normale di un anno normale, i runner primaverili avrebbero visto bagnini e macchinari all’opera sulle spiagge della riviera, in attività che non si possono improvvisare pochi giorni prima dell’estate, ma che richiedono una lunga preparazione.

Si pensi agli scavatori usati per la rapida macerazione di sassi delle spiagge: grazie all’uso di un braccio telescopico, la benna mordente rimuove la sabbia e i detriti per assicurare un livellamento e una pulizia eccezionali agli avventori estivi. Le benne per miniescavatori, invece, sono adatte a spiagge più piccole perché consentono un semplice spostamento o a quelle grandi spiagge sabbiose in cui occorre livellare la sabbia per la realizzazione di passerelle in legno per disabili (sino a qualche metro in acqua) e per l’installazione di docce, cabine e ombrelloni.

Quest’anno, invece, la situazione è cambiata notevolmente, a causa del Coronavirus: l’Italia è ferma sotto qualsiasi punto di vista. La Regione Emilia Romagna e anche altre regioni italiane, hanno concesso i lavori di manutenzione degli stabilimenti, dando la possibilità agli operatori balneari di poter preparare le proprie spiagge alla stagione estiva, anche se è ancora incerta.

Previsioni e perdite economiche

La forza lavoro operante nel settore turistico della riviera romagnola subirà indubbiamente un taglio, per questo motivo la Regione Emilia Romagna ha pensato di impiegare questi lavoratori nel settore agricolo. I danni causati dal Coronavirus cominciano a farsi sentire in maniera pesante sul turismo di tutta Italia: dopo le gravi perdite umane ed economiche che il Coronavirus ha provocato, la riviera romagnola pensa in maniera positiva e vorrebbe ripartire da metà giugno.

Il settore maggiormente colpito è quello turistico, indispensabile per chi, come la riviera romagnola, ha reso il turismo il protagonista indiscusso della propria economia. La stagione balneare si sarebbe inaugurata a breve se il Coronavirus non avesse bloccato l’intera nazione. Le località turistiche della riviera romagnola, come Riccione, Rimini, Cervia, Bellaria e Cesenatico, amate soprattutto dai turisti inglesi e tedeschi, rischia gravi cali record per la stagione estiva pari all’80%, con una perdita stimata di 5 miliardi di euro su scala nazionale, ma la situazione potrebbe anche peggiorare.

La positività, comunque, non deve mai mancare. Circa 14 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare alle proprie vacanze al mare a causa della proroga delle restrizioni, con i conseguenti e ingenti danni economici. Alcuni operatori balneari hanno affermato che all’inizio c’era stato solo un calo di richieste, ma poi le richieste si sono bloccate del tutto e parecchie persone hanno disdetto in maniera inevitabile.

Momentaneamente, sono piuttosto vaghi e ipotetici i piani per l’apertura degli stabilimenti, l’unica cosa chiara è che probabilmente nelle spiagge verranno contingentati gli accessi per evitare assembramenti e occorrerà mantenere le distanze: le spiagge saranno dotate di un numero inferiore di ombrelloni, ci sarà meno gente e si faranno meno aperitivi e le regole di distanziamento saranno applicate anche ai bar e ai ristoranti.

Ancora non è chiaro come queste misure di sicurezza saranno applicate sul bagnasciuga ma è lecito sperare che si possa ripartire. Se la crisi economica da Coronavirus dovesse protrarsi fino alla fine dell’anno, secondo alcuni studi, il 10,4% delle aziende italiane, soprattutto quelle turistiche, rischiano la chiusura poiché la loro liquidità sta per esaurirsi.

La voglia di ripartire della riviera romagnola

Chi opera nel settore balneare si trova in un momento davvero critico ma è carico di ottimismo nel voler ripartire e avviare la stagione balneare. La riviera romagnola si prepara, dunque, all’apertura degli stabilimenti.

Se la situazione dovesse migliorare e i contagi diminuire, come sta succedendo in realtà in questi ultimi giorni, è possibile che dopo giugno si possa tornare in spiaggia, chiaramente con le dovute precauzioni: mantenere le distanze di sicurezza e indossare la mascherina. Gli esperti consigliano di lavarsi spesso le mani invece di indossare i guanti, mentre la mascherina proteggerà gli altri e fermerà il contagio.

Se davvero dovessero riaprire le spiagge, verranno stabilite regole a livello nazionale e può darsi che ci saranno aperture di stagione differenziate e che si debba prenotare in anticipo per entrare negli stabilimenti. Le spiagge saranno disinfettate quotidianamente e le distanze tra un ombrellone e l’altro saranno aumentate, circa 16 mq di distanza tra loro.

Si ipotizza anche l’installazione di ombrelloni familiari, per massimo quattro persone e, quando ci si allontana, sarà necessario indossare la mascherina. C’è chi ha pensato addirittura al posizionamento di barriere in plexiglass trasparente per separare ombrelloni e lettini, per evitare il contagio in spiaggia. I proprietari dei lidi si sono categoricamente rifiutati di aderire a quest’idea poiché la riviera è un turismo di massa e se occorre prendere provvedimenti sulla distanza, questi dovranno essere ben ponderati.
L’installazione di determinate barriere comporterebbe un effetto serra e, soprattutto nelle ore di punta, il caldo sarebbe insopportabile con l’effetto sauna.

In primavera, gli hotel della riviera romagnola iniziano a prepararsi per accogliere gli ospiti che ogni anno usufruiscono delle loro spiagge per le vacanze. Quest’anno, però, è tutto diverso: è difficile fare progetti o previsioni perché, al momento, non si possono accettare prenotazioni e non è certo che la stagione balneare avrà inizio. Ma gli operatori balneari della riviera romagnola non si fermano e stanno cercando di affrontare l’emergenza del Coronavirus con positività, nonostante le conseguenze a livello economico e turistico.

Infatti, durante il periodo di chiusura delle attività, gli imprenditori e i proprietari dei lidi non si sono fermati e hanno continuato ad effettuare gli annuali lavori di ristrutturazione e di manutenzione e sperano di ripartire per i primi di giugno. Sono consapevoli che l’estate 2020 non sarà paragonabile alle altre e che si lavorerà di meno, sempre se sarà possibile.

La riviera romagnola, meta turistica dell’Emilia Romagna, che ha iniziato la quarantena il 23 febbraio, è fiduciosa nella stagione estiva e attende il via ufficiale dalla Regione Emilia Romagna. I numeri sono positivi poiché nell’ultimo mese si è riscontrato un calo di decessi e contagi.

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