La riflessologia, una tecnica alternativa di massaggio

Piedi, viso e mani sono come mappe dell’organismo umano, dove si possono trovare punti corrispondenti agli organi e alle strutture muscoloscheletriche più importanti del nostro corpo. Usando questa mappa, la riflessologia, una tecnica alternativa di massaggio di cui si trova traccia in differenti culture sin dall’antichità, contribuisce al benessere dell’individuo, trattando disturbi e fastidi di varia natura.

«Il procedimento consiste nell’esercitare una leggera pressione (l’intensità dipende dalla sensibilità della persona) in quei punti riflessi, che corrispondono al determinato organo o parte del corpo sul quale si vuole innescare un cambiamento – spiega l’operatrice olistica Rosa Dagrosa, attiva nel centro Natural Sal di Ravenna -. La digitopressione produce un’attivazione che porta a un nuovo equilibrio e al raggiungimento di una nuova forma di armonia».

Per punto o zona riflessa si intende quell’area del corpo sulla quale, secondo la riflessologia, si proietta uno specifico organo collocato anatomicamente distante dalla zona stessa: «Il massaggio o tocco – continua l’operatrice – va a stimolare quell’area specifica, e di conseguenza l’organo bersaglio collegato comincia a rispondere positivamente. Il massaggio, infatti, attiva la circolazione sanguigna, scalda la zona e la rimette in moto apportando dei benefici».

La riflessologia è un trattamento alternativo e complementare che non sostituisce nessun altro tipo di intervento: «A ogni persona che si sottopone a un trattamento di riflessologia, ribadisco il concetto che attraverso questo metodo non si ottiene la guarigione da nessuna patologia diagnosticata, ma un accrescimento dello stato di benessere, che in molte condizioni cliniche è qualcosa di molto auspicabile».

Se gli organi sono doppi, ci sono due punti corrispondenti, uno su ogni piede: «Sull’alluce destro c’è il punto riflesso della testa; sempre sul piede destro, appena sotto il quinto dito si colloca il punto del cuore. I bronchi invece si distribuiscono su entrambi i piedi, nella striscia sotto le dita, come una virgola che parte dall’alluce e arriva al quinto dito».

Non solo sui piedi, ma anche su mani e viso: «Negli ultimi anni si sta sviluppando anche in Italia la riflessologia facciale, una pratica nata in Vietnam una quarantina di anni fa e che appare molto interessante, perché ci si può anche autotrattare».

Sono ben 633 i punti riflessi del nostro viso che corrispondono ad altrettanti organi o strutture del corpo: «La riflessologia facciale si affida al concetto di corrispondenza; ogni parte del viso ne chiamerebbe in causa un’altra. Per esempio, la curvatura del naso ricorda quella della spina dorsale e le spalle e le braccia sono rappresentate dalle sopracciglia».

I trattamenti effettuati sul viso sono ancora più efficaci e veloci: «Agendo su questi punti facciali, generalmente attraverso l’utilizzo di un pennino con una punta sferica, si può avere un riscontro più immediato, perché dietro al viso c’è il cervello e, quindi, la trasmissione nervosa è più veloce. A differenza di quella plantare che necessita della figura del riflessologo, quella facciale, dopo essere stati istruiti, può essere praticata autonomamente».

Il numero di sedute dipende dall’intensità e dalla presenza più o meno lunga del problema: «Una delle prime domande che rivolgo al ricevente è da quanto tempo soffre di questo disturbo. E da lì si parte con alcune sedute, ma il numero è estremamente soggettivo, poiché ognuno risponde in maniera diversa. Generalmente le persone si presentano solo quando hanno il problema, ma è importante continuare anche successivamente con un mantenimento che si può fare anche in autonomia, prevenendo la ricomparsa di quella determinata forma di malessere».

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