Rimini, la ragazza liceale lo lascia e lui invia video hard a scuola

Aveva interrotto la loro relazione non tanto per la distanza che li divideva, ma perché non sopportava più la sua morbosa gelosia. Non sapeva però di cosa era capace quel ragazzo più grande di lei di una decina di anni, conosciuto in vacanza, e che dopo mesi di minacce ha postato in Rete e nel computer dell’istituto superiore da lei frequentato, un video hard girato a sua insaputa. Azioni da cui dovrà difendersi il prossimo 14 novembre davanti al Tribunale collegiale di Rimini. La Gup Benedetta Vitolo, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica, lo ha rinviato a giudizio con le accuse di atti persecutori e diffusione di video con contenuti a sfondo sessuale. Tutti reati contestati con l’aggravante della minore età della vittima che con la mamma si è costituita parte civile con l’avvocato Milena Montemaggi.

I falsi profili

Sono stati quattro mesi da incubo quelli vissuti dalla ragazzina. Un calvario iniziato a settembre 2020 quando gli ha dato il ben servito terminato a dicembre quando è stato denunciato alla Polizia postale. Su tutte le piattaforme, grazie ad un’infinità di falsi profili, l’ex infatti aveva postato quel filmino porno di cui la studentessa ignorava l’esistenza e di cui aveva sentito parlare per la prima volta solo quando lo stalker, esauriti gli insulti e le minacce di morte rivolte a lei e alla sua famiglia sia a voce che per messaggistica varia, ha iniziato a prospettarle la possibilità di colpirla con questa azione estrema.

Purtroppo, come detto, è stato di parola. Sarebbero state le amiche della studentessa ad accorgersi per prime che non si trattava di una minaccia campata in aria. Ma c’è voluto il decisionismo della direzione didattica della scuola frequentata dalla ragazza per bloccarlo una volta per tutte. L’infame, infatti, oltre a postarlo più e più volte sui siti “tradizionali”, non ha avuto scrupoli e lo ha inoltrato anche al server centrale della scuola. Peccato per lui che nell’ufficio della direzione sedesse una persona cbe senza aspettare un minuto ha informato le autorità competenti.

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