La raccolta partita in ritardo, l’esperienza di Rosso Fragola

Riccardo Montanari produce fragole nei sei ettari della sua azienda agricola Rosso Fragola, nata 11 anni fa, dove si segue una rotazione biennale dei terreni. Siamo anche in questo caso in via Sottorigossa e Rosso Fragola è “vicina di casa” della Fragola de Bosch. Insieme collaborano alla raccolta delle fragole che qui maturano nei tunnel veronesi, ovvero aperti ai lati, che proteggono i lunghi filari di frutti rossi che si stanno riempiendo di carnose fragole. «Nel 2010 partimmo con questa azienda dopo un periodo di grande crisi per la produzione di fragole in Romagna –spiega Riccardo Montanari –. Negli anni Ottanta si contavano in Emilia Romagna mille ettari di fragole e la maggior parte di questi era proprio qui in queste zone. Di tutta quella produzione negli anni duemila erano rimasti cento ettari». Oggi sono circa 200. Non solo, negli anni Sessanta l’Emilia Romagna, col Cesenate in particolare, e l’Emilia, in particolare con le aree collinari del Bolognese come l’imolese valle del Santerno e del Sillaro, spingendosi anche fino a 400 m di altitudine, si collocava al primo posto della produzione nazionale di fragole. Anzi, la storia agricola regionale vuole che proprio in quel periodo la coltivazione della fragola, o meglio del cosiddetto fragolone, si sviluppasse soprattutto in consociazione col pesco, l’albicocco e al vigneto e la sua diffusione, con la varietà Madame Moutot, raggiunse un livello tale che la fragola venne definita come “pianta colonizzatrice della collina imolese”, dove ora è pressoché scomparsa. Non così invece nel Cesenate, dove la fragola è una produzione che resiste, ancora diffusa soprattutto in piccole aziende, con piccoli appezzamenti di terreno anche inferiori all’ettaro. La coltura qui è tradizionalmente solo primaverile, oltre alle varietà precoci che si raccolgono fra aprile e maggio nei tunnel, fra maggio e giugno si raccolgono, e sempre con il tradizionale sistema dei “carrettini” spinti dai raccoglitori seduti tra i filari, direttamente in campo aperto. Fermo restando che i problemi che questa produzione incontra oggi sono ancora forti e sono principalmente due: «La necessità di uno sforzo economico imponente per partire, perché servono i tunnel, gli impianti, terreni ampi –spiega sempre Riccardo Montanari –, poi una grande quantità di manodopera, perché per coprire la raccolta servono almeno una dozzina di persone per ettaro per quattro o cinque settimane. Qui abbiamo iniziato il 28 aprile». Elementi che oltre a frenare la produzione incidono anche sul costo finale per chi le fragole le porta in tavola in questa stagione. L’anno scorso il problema della manodopera in periodo di pandemia si era posto prepotentemente, soprattutto per la mancanza di stagionali stranieri, impossibilitati a muoversi proprio per l’emergenza sanitaria. «Avevamo ovviato assumendo persone rimaste ferme e senza lavoro proprio a causa del lockdown –spiega Montanari –, quest’anno è stato ancora più difficile. In più è un lavoro abbastanza duro quando si fa molto caldo soprattutto. Tutti quelli che sono passati e si sono offerti di lavorare alla raccolta che si protrarrà per il prossimo mese e mezzo». La qualità del prodotto al momento soddisfa. Montanari coltiva diverse varietà, Thea, Alba, Aprica sono alcune, che vengono selezionate e predisposte per numero e peso nelle cassette destinate poi per la maggior parte all’Agrintesa che rifornisce la grande distribuzione. La richiesta di questo prodotto è alta e quest’anno con il ritardo dovuto alle temperature, la voglia di fragole del territorio si è fatta incalzante, anche perché, diciamolo, spesso le prime fragole che in larga parte arrivano dall’estero sui banconi dei supermercati, quando qui il sole non batte ancora abbastanza, sono spesso e volentieri una grande delusione dal punto di vista gustativo. Cosa vuol dire invece mordere una fragola appena colta e ancora calda di sole? Per provarlo si può andare direttamente in campagna e scoprirlo comprando direttamente dal contadino, in questi giorni durante le fasi della raccolta è possibile. Questo per il consumo fresco soprattutto, ma anche per produrre confetture casalinghe. LA.GIO.

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