La prevenzione ai tumori ora viaggia anche in treno

Fare prevenzione per la lotta ai tumori può voler dire viaggiare su un treno. Fa tappa anche in Emilia-Romagna il “Frecciarosa”, un progetto volto proprio a spingere le donne a seguire sani stili di vita e a fare controlli periodici. Quest’anno l’iniziativa (alla sua undicesima edizione), ha un valore in più, perché vuole dare il suo contributo per colmare i ritardi ai mancati screening durante la fase emergenziale della pandemia Covid. Il progetto è promosso da IncontraDonna con il Gruppo Fs Italiane, ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute e il sostegno dell’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica e di Farmindustria. Per tutto il mese di ottobre sono possibili le consulenze a bordo dei treni e saranno i teleconsulti online sulla piattaforma frecciarosa.it.

Fino al 31 ottobre sarà un Frecciarosa il treno che, il lunedì e il venerdì, arriverà a Bologna Centrale da Roma Termini, diretto a Milano, e che fa salire e scendere i passeggeri alle 10.33. Sempre negli stessi giorni il servizio sarà offerto nel treno che si ferma a Bologna alle 18.09 e che, partito da Milano Centrale, va verso la Capitale. Giovedì 7 ottobre sarà un Frecciarosa il Roma-Venezia che passa da Bologna alle 11.58 con il ritorno che arriva nel capoluogo regionale alle 15.58. Il 13 ottobre, invece, sarà la volta del Roma-Torino che passa dalla stazione centrale di Bologna alle 10.33, con il ritorno alle 18.09. Nel 2020, in Italia, sono state stimate quasi 55mila nuove diagnosi di tumore della mammella, la forma di cancro più frequente. «La pandemia ha allontanato la popolazione da corretti stili di vita in termini di alimentazione sana e attività fisica costante e ha determinato criticità nell’adesione agli esami di screening con tempistiche accettabili – spiega Adriana Bonifacino, presidente di IncontraDonna onlus – Sono le conseguenze indirette del virus. Nel 2020, rispetto al 2019, contiamo oltre 3.300 diagnosi mancate di carcinoma della mammella, 2.700 di collo dell’utero, 1.300 di carcinoma del colon-retto e oltre 7.400 di adenomi colorettali avanzati, proprio per il blocco e i ritardi nel riavvio dei programmi di prevenzione secondaria». Sul sito www.frecciarosa.it è possibile anche scaricare il vademecum della Salute, un testo che spiega quali sono i corretti stili di vita da seguire e come si può fare prevenzione. Due sono le testimonial d’eccezione dell’iniziativa: la cantante Orietta Berti (che ha fatto della prevenzione una parte importante della sua vita) e la ballerina Carolyn Smith (che non ha mai nascosto di essere stata colpita da un tumore al seno e che ha continuato a lottare contro il cancro e ad apparire in tv).

Proprio l’esercizio fisico incide non poco nella lotta ai tumori. «Il ballo e, più in generale, l’attività fisica praticata con regolarità rappresentano un importante strumento di prevenzione primaria – spiega Giordano Beretta, Presidente nazionale Aiom – Le evidenze scientifiche più robuste riguardano il cancro della vescica, della mammella, dell’endometrio, dell’esofago, dello stomaco, del colon-retto e del rene. Questi studi mostrano un’associazione tra aumento dell’attività fisica e riduzione del rischio di cancro, che per alcune neoplasie raggiunge il 20%. L’esercizio fisico di moderata intensità è utile anche dopo la diagnosi di cancro ed è entrato a far parte della gestione della malattia».

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