La prefettura di Forlì cerca nuovi spazi per ospitare i profughi

Cercansi alloggi e strutture per accogliere i cittadini stranieri richiedenti asilo politico. La Prefettura di Forlì-Cesena ha pubblicato un nuovo avviso esplorativo rivolto alle cooperative sociali e agli operatori economici di tutto il territorio provinciale, per raccogliere manifestazioni d’interesse a mettere a disposizione spazi e centri d’accoglienza a beneficio di profughi arrivati in Italia stipulando un accordo specifico con la Prefettura stessa. Il termine per la presentazione delle candidature è molto ravvicinato perché la scadenza è fissata per le 14 del 6 novembre e, in totale, si cercano 500 posti da mettere a disposizione.
Non si tratta, però, di un provvedimento straordinario legato a una nuova emergenza sbarchi nel nostro Paese e neppure alla previsione di ulteriori arrivi di famiglie dall’Afghanistan. Al momento, infatti, nel Forlivese e nel Cesenate sono state accolte 37 persone giunte dal Paese asiatico attraverso i ponti aerei: due nuclei familiari nel capoluogo, cinque per un totale di 25 tra uomini, donne e minori, tra Cesena e Sarsina. Non è annunciato né programmato, come ammettono dagli uffici del Palazzo del Governo, un ulteriore approdo sul territorio di cittadini afghani. La procedura, quindi, è legata soprattutto a uniformare alle modifiche intervenute nel tempo ai capitolati d’appalto, tutti i contratti con le cooperative sociali che gestiscono i centri d’accoglienza. Dal 2018 in poi, infatti, sono cambiati i parametri economici. Dapprima col “Decrteto Salvini” che diminuiva i corrispettivi a base di gara, poi il 29 gennaio di quest’anno con il “Decreto Lamorgese” che li rialzava specialmente per il cosiddetto “kit di primo ingresso” (escluse le schede telefoniche si è passati da 150 a 30 euro) e per il costo del personale impiegato dalle Onlus (da 7,40 euro a 11,15 euro al giorno per ogni migrante). In sostanza ci si trova nelle condizioni di tirare una riga e fare ordine tra contratti stipulati con i criteri-Salvini e poi prorogati, operatori economici che sulla base dei corrispettivi precedenti non avevano partecipato ai successivi bandi prefettizi, e nuovi criteri fissati quest’anno dal Governo Draghi. Ora tutti dovranno uniformarsi a questi ultimi, da qui la necessità di aprire un nuovo bando per tutti i 500 posti disponibili in provincia.
Quelli che, come spiega l’assessora al Welfare del Comune, Rosaria Tassinari, «Non sono al momento tutti occupati: nel nostro comprensorio la disponibilità è di circa 200 posti e molti sono ancora liberi per richiedenti asilo di cui, comunque, non è previsto un flusso emergenziale». Fotografia, quest’ultima, confermata dalla Prefettura che, comunque, si tiene al riparo da eventuali necessità mettendo a bando 500 posti da convenzionare. I partecipanti (cooperative, organizzazioni di volontariato, imprese, enti di promozione sociale) dovranno mettere a disposizione strutture ognuna per un massimo di 50 posti, ricevendo, a base di gara, 24,57 euro giornalieri per ogni richiedente asilo alloggiato. L’accordo avrà due anni di durata e tenuto conto di tutti i costi – gestione, kit ingresso, pocket money, tessere telefoniche – l’importo totale dell’accordo è di 10 milioni 490mila euro.

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