Si è dovuto incatenare al suo piccolo chiosco bar in un’isola siciliana. Per evitare che la polizia locale glielo sequestrasse (di nuovo). Sono serviti sia l’intervento dei giudici che dei carabinieri e della Regione perché un 50enne imprenditore cesenate potesse riprendere il proprio lavoro.
Mattia Casali, 50enne cesenate, gestisce un mini cocktail bar a forma di limone a Santa Marina Salina: micro comune italiano di nemmeno 900 abitanti, formalmente inserito nella città metropolitana di Messina, in Sicilia. Il chiosco in questione si trova sull’isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie. Ed è uno dei pochi punti di ristoro immediatamente affacciati su una bellissima spiaggia.
La vicenda si perde nel tempo. L’ultima protesta invece risale ai giorni scorsi quando 5 agenti della polizia locale si sono presentati al chiosco di Mattia Casali, “Il Limoncino” che si trova nella località Punta Barone. L’intento della PL era di sequestrare il chiringuito a forma di limone.
Il tutto in passato era già stato sequestrato, il 2 settembre del 2022, perché il Limoncino era ritenuto sprovvisto della concessione per occupare il suolo pubblico. Questo malgrado la ditta del cesenate Mattia Casali avesse presentato regolare richiesta di concessione alla Regione Sicilia (proprietaria dell’area) già nell’anno 2021. La domanda era rimasta “bloccata” a causa dell’inadempimento del comune di Santa Marina Salina, nell’adozione del piano di utilizzo del demanio marittimo.

A seguito del sequestro il cesenate, con l’avvocato cesenate Sara Pollini, ha presentato ricorso al tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto; il quale ha disposto in via d’urgenza, la sospensione immediata del sequestro stesso. Poi lo stesso tribunale si è però dichiarato incompetente, rimettendo le parti davanti al giudice di Lipari il quale ha confermato la sospensione del sequestro: per consentire alla ditta di lavorare in pendenza del giudizio; anche e soprattutto in considerazione del fatto che nel mese di marzo 2023 la stessa ha presentato alla Regione un’altra richiesta di concessione di durata breve (tre mesi), ottenuta in data 6 giugno.
Il Limoncino così aveva ripreso l’attività. Ma i cinque agenti della polizia locale hanno tentato nuovamente di porre sotto sequestro il chiosco. Solo la protesta del titolare Mattia Casali, che si è incatenato al chiosco, l’intervento dei carabinieri, nonché una nota tematica della Regione, hanno impedito che il chiosco fosse sequestrato e l’attività lavorativa venisse interrotta nel bel mezzo della stagione.
Il “Limoncino” pertanto ha potuto riprendere la sua attività ed era aperto anche ieri, per Ferragosto.