La poetessa Mariangela Gualtieri al Ttv di Riccione

Inaugura oggi la ventiseiesima edizione del Riccione Ttv Festival, storica manifestazione biennale dedicata alle nuove frontiere del teatro, ideata nel 1985 da Franco Quadri per indagare i legami tra teatro e video. Il Ttv 2022 propone quattro giorni di spettacoli, proiezioni e incontri, tutti a ingresso libero, con un programma interamente ospitato nelle sale del Palazzo del Turismo di Riccione (piazzale Ceccarini).

A inaugurare il festival (organizzato da Riccione Teatro, con la direzione artistica di Simone Bruscia e la collaborazione di Graziano Graziani per la sezione teatro e Lorenzo Conti per la sezione di danza) è una delle voci poetiche più apprezzate della scena contemporanea, Mariangela Gualtieri. Questa sera alle 21 nella sala Granturismo, la poetessa e cofondatrice del Teatro Valdoca presenta “Nostalgia delle cose impossibili”, rito sonoro di cui è autrice e interprete, con la guida di Cesare Ronconi.

Gualtieri, cosa accadrà questa sera a Riccione? «Darò vita ad un rito sonoro, recitando a memoria miei versi e pronunciando soprattutto un noi, noi umane e umani, ma anche noi che contiene tutti i viventi senza i quali non potremmo abitare questa terra: animali, piante, acqua, aria, luce, e tutte le altre meraviglie che ci tengono in vita», spiega Mariangela Gualtieri.

«Portare la poesia in teatro – continua – significa per me cavalcare la vertigine acustica del verso, far scoprire l’immediata efficacia di quella sottile, potente energia che chiamiamo appunto “poesia”, farne sentire la ritmica e la melodia, mettere in risonanza i corpi con la parola poetica. Quando la poesia si fa suono allora non solo la mente, ma tutto il corpo accoglie il vibrare delle onde acustiche e l’intensità del sentire diventa la stessa che proviamo con la musica. Il corpo è il grande esperto di gioia. Sarà bello, spero, sentire che la poesia dà gioia, subito, che porta nutrimento alle nostre interiorità un po’ rinsecchite, denutrite da questo tempo che ci vuole frettolosi, sempre fuori di noi, affaccendati nei suoi inesauribili dettami. “Nostalgia delle cose impossibili” tiene insieme parole e silenzio, timbri esortativi e riflessivi, invocazione e imprecazione, bestemmia e preghiera».

In che modo possiamo far sì che la poesia possa far parte della nostra quotidianità: come possiamo lasciarle aperte alcune porte per farci guidare e guardare le cose attraverso il suo filtro? «La poesia è musica e come la musica dovrebbe stare dentro le nostre vite, accompagnarle e celebrarle, darci le parole intense e verticali per dire ciò che viviamo, nel bene o nel dolore», conclude Gualtieri.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Info: www.riccioneteatro.it

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