La pesca è ripartita bene grazie anche al bel tempo

Il bel tempo ha connotato le prime due settimane di ritorno in mare a pesca, concluso il periodo di fermo biologico obbligatorio durato 36 giorni consecutivi. I riscontri favorevoli sono per le specie tipiche di stagione: soprattutto triglie e canocchie (ancora tuttavia medio-piccole di pezzatura), ma anche per mazzole, seppiolini, mazzancolle, oltre una certa quantità di sogliole e sgombri. Si sarebbe potuto magari aspettare ancora una settimana; una settimana ancora, dopo il 5 settembre, prima di calare in mare le reti dello strascico. Questo per fare in modo che tutti i mercati, pescherie e supermercati nelle grandi città tornassero a riaprire; così come per dare la possibilità ad alcune specie ittiche massive di stagione, quali appunto le triglie e le canocchie, di maturare ulteriormente e crescere di pezzatura e taglia. Dato anche che il mercato spagnolo, dove la maggior parte delle triglie di stagione è destinato, non ritira a sufficienza il prodotto. Va ancora a rilento, sempre in terra iberica, anche la commercializzazione di alici e sarde destinate perlopiù all’esportazione (Francia e Germania comprese). «Il bel tempo e il mare calmo dei primi giorni ha favorito l’attività di pesca – dichiara Gabriele Teodorani, direttore del Mercato ittico comunale, in gestione alla cooperativa facchini Cofac – Alla ripresa della pesca la produzione di pesce è stata grosso modo in linea con quella degli scorsi anni».

Riguardo alla compravendita in sala d’asta (e “sotto tettoia” per il prodotto massivo), dove cioè si ha l’offerta e la domanda, tra pescatori da una parte, commercianti, grossisti, titolari di pescherie e anche ristoratori accreditati dall’altra, il “fixing” delle canocchie piccole in questo primo periodo ha battuto un prezzo di 2,5 euro al chilo, mentre per quelle grosse è salito a 8-10 euro al chilo. Le mazzancolle hanno invece battuto 24-26 euro al chilo le grosse, 20 le mezzane, 10-11 le piccole. Il prezzo delle seppie è stato di circa 10-11 euro il chilo, per le sogliole 15-18 euro le grosse, 10-12 le mezzane; per gli sgombri 13-15 euro o 7-8 a seconda della pezzatura. Per le triglie, specie per eccellenza tardo estivo-autunnale, che si pesca in grandi quantità quelle piene (non eviscerare) sono state vendute a 2 euro al chilo, quelle curate ed eviscerate a 6-8 le grosse e 4-5 le piccole. I prezzi del pesce battuti all’asta e venduto all’ingrosso, sono tutti soggetti a oscillazioni, talvolta anche marcate, a seconda dei quantitativi di pescato sbarcato e della richiesta fatta su piazza. Ad essi occorrono aggiunge e sommare i costi di diritti di mercato e commissioni d’asta oltre l’Iva.

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