La passione di una famiglia da oltre cento anni

Sui rimorchi dei loro camion, praticamente, è passata la storia d’Italia degli ultimi cinquant’anni. Hanno trasportato il boom dell’edilizia degli anni ’80 e ’90 e mezzi carichi di barbabietole che, in quegli anni, riempievano quasi tutte le campagne della Romagna. Poi è arrivato il 2008, con la crisi del mattone e l’apertura a nuovi clienti, soprattutto metalmeccanica e carpenteria, e ora il Covid, che ha obbligato il mondo intero a fermarsi e poi adesso a ripartire con nuovi stimoli, ma con anche nuove problematiche da dover affrontare. La ditta di autotrasporti Fratelli Muccinelli, però, è sempre lì, granitica come un monolite al civico 87 della via provinciale Felisio a Lugo. Un’azienda di medie dimensioni, con undici camion di proprietà e quattordici dipendenti che rispondono alle direttive dei fratelli Giulio e Cesare Muccinelli e del cugino Antonio Muccinelli. Da buoni romagnoli hanno il carattere nel sangue e soprattutto tanta costanza. Basti pensare che la famiglia è impegnata nel settore dei trasporti di oltre cento anni, sin da quando nonno Giulio e suo fratello Enrico praticavano l’antico mestiere di barrocciai nell’Ottocento. «Con i loro cavalli – racconta Giulio – trasportavano frutta, vino, grano, frumento e tanti prodotti alimentari. Furono loro a gettare le basi del nostro futuro».

Il dopoguerra

Il tempo passa tra le mura di casa Muccinelli, ma le passioni non cambiano di un solo millimetro. E quando Sebastiano, figlio maggiore di Giulio, torna dalla Germania – dove era stato fatto prigioniero durante la Seconda guerra mondiale – si mette subito al volante del camion e diventa uno di quei protagonisti del dopoguerra, che con la forza di volontà contribuirono uno per uno a ricostruire il Paese in macerie. «Trasportava inerti, sabbia, ghiaia e tutto quello che serviva per rimettere in piedi le città». Gli altri quattro fratelli lo seguono dopo qualche anno e nel 1973 Sebastiano, Enrico, Francesco, Angelo ed Ernesto fondano la ditta di autotrasporti con cinque camion, uno per ognuno. Sono anni felici, nei quali la ditta comincia a costruire le solide fondamenta di ciò che è diventata oggi. Ossia una srl – il passaggio da snc è avvenuto nel 2018 – guidata dalla mano di Giulio, Cesare e Antonio che da due clienti l’hanno portata a cinquanta (tra Emilia Romagna, Veneto, Marche e Lombardia), puntando su un servizio di qualità che passa prima di tutto dall’attenzione ai dipendenti. «I nostri camionisti percepiscono tutti dai 2mila ai 2.500 euro al mese».

Prospettive

Così come per il mondo dell’impresa in generale, anche per la Fratelli Muccinelli la pandemia ha picchiato in maniera pesante. «Il 2020 – dice Giulio guardando i dati – lo abbiamo chiuso con un calo del fatturato del 25%» e purtroppo questo 2021 non sta finendo nel migliore dei modi, tra aumento dei costi, green pass e domanda alle stelle. Tuttavia, Giulio ne è convinto, quanto successo potrebbe servire a tracciare una linea per guardare a un futuro diverso. «Il mercato – stima – sarà in crescita almeno per i prossimi due o tre anni, ma mancano le persone specializzate. Investire sulla formazione è quindi una delle chiavi per il successo futuro. Inoltre, stiamo notando un cambiamento delle imprese, che ora non cercano solo efficienza, ma anche qualità e servizi, nella speranza che sia finita l’epoca del massimo ribasso». E sulla transizione? «Su elettrico e biocarburanti – conclude – secondo me siamo ancora indietro. La sfida oggi si gioca su una gestione mirata dei mezzi: ogni 15 giorni noi facciamo un monitoraggio completo del camion, controllando CO2 emessa, consumi, frenate brusche, olio, carico dei pesi e pressione delle gomme. È una politica che sta pagando, perché l’attenzione abbatte i costi».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui