La palestra del civ: preziosa e sottovalutata. E Valentino Rossi resta un patrimonio per i giovani piloti

Il campionato italiano velocità esce dal Sachsenring, con le spalle più forti, e forse ci insegna come la fiducia sia tanto, se non tutto, per un pilota. Questo dovrebbe dare spirito e forza anche al “vecchio” Valentino Rossi. Il tanto vituperato torneo tricolore, il migliore per i piloti di casa nostra, porta a casa tutta una serie di soddisfazioni: Elia Bartolini, attuale capoclassifica nazionale della Moto3, è 12° nella gara mondiale e si fa notare nelle prime tornate per essere più veloce di tutti in pista. Niente male.

Che dire poi di Matteo Bertelle, classe 2004, di Monselice. Ha fatto parlare di sé per il doppio successo nel civ a Misano, un mesetto fa, poi in Germania, si è aggiudicato la pole position e una delle due manche della Red Bull Rookies Cup (monomarca che nella sua prima edizone fu vinto da un certo Johann Zarco davanti a un ragazzino di Cesena: Lorenzo Savadori). Beh, Bertelle, nel 2017 era nel civ PreMoto3, mentre con il Sic 58 di Coriano è stato in Spagna, prima nella European Talent Cup, poi nel mondiale Junior, dove ha brillato poco. Sia Elia che Matteo sono prodotti del civ, ed hanno entrambi battuto Holgado l’attuale capoclassifica del mondiale Junior (il primo nel mondiale Moto3 di Barcellona il secondo proprio nel monomarca al Sachsenring). Massimo rispetto per il cev mondiale Junior, ma anche per il civ. Altri esempi di ragazzi usciti da questa “cantera”? Bezzecchi, Di Giannantonio, Marini, Fenati, Antonelli, Riccardo Rossi, Nepa, Petrucci e Dalla Porta (quest’ultimo anche Mondiale junior).

Sia Elia che Matteo erano considerati palle perse, dopo un paio di stagioni poco brillanti. Anche Savadori è stato rilanciato dal campionato nazionale fino ad arrivare prima nel mondiale Superbike e poi in MotoGp. Diciamo la verità il civ: fra gli addetti ai lavori, è poco apprezzato. Spesso lo si considera un campionato di serie B rispetto al mondiale Junior. Eppure i suoi assi brillano sempre, se opportunamente seguiti e sostenuti.

Questo ci porta ad un altro punto: il credere in un pilota. E’ tanto importante andare forte in pista, quando avere qualcuno che ti motiva e crede in te. Diciamoci la verità quando la differenza fra il successo e l’ignominia è 1” al giro, davvero possiamo parlare solo di talento? Quanto può cambiare e rinforzare la fiducia. Se l’Italia ha tanti piloti MotoGP il merito è di Valentino Rossi. Tanti urlano boiate come: “deve andare in pensione perché toglie spazio ai giovani”. Stupidaggini: quante occasioni hanno avute Antonelli, Migno, Manzi, Morbidelli o altri grazie a Vale? Può stare simpatica o meno l’Academy ed il suo modus operandi, ma i risultati non si discutono. Morbido, senza Rossi sarebbe uno dei tanti e come lui ce ne sono decine. Marco Faccani da Ravenna era un predestinato: oltre la Federazione motociclistica italiana ed il team Evan Bros lo hanno aiutato in pochi. Ha avuto una stagione fortunata e poi poche moto buone. Poteva essere un campione mondiale è a casa da diverse stagioni ed ha solo 27 anni. Altri talenti che possono esplodere ce ne sono; Lorenzo Gabellini, Luca Vitali, Alessandro Del Bianco, solo per citare i piloti romagnoli che si conoscono meglio. Altri con talento si sono persi come Omar Bonoli o Kevin Calia.

Rischia di perdersi Alberto Surra, che non ha retto la pressione di questo avvio 2021 in cui doveva dominare ed ha inanellato un errore via l’altro. Attorno a tanti di loro è mancato un progetto triennale. Anche Alessandro Zaccone, di cui tutti si sono accorti solo quest’anno, nel 2020 aveva fatto bene in MotoE pur superando un difficile infortunio ad inizio stagione, e se non è un “se avesse avuto”, è solo perché Alex De Angelis ha deciso di ritirarsi proprio quando tutti avevano già trovato un ingaggio ed il team Octo Pramac ha ripiegato su di lui.

Persino un campionissimo come Marc Marquez , davanti alle difficoltà del suo recupero, era crollato e lo ha ammesso. Ha ricordato una telefonata con Mick Doohan, altro campione passato per un terribile infortunuio, e questa gli ha dato forza. Quanta importanza ha avuto nel 1”6 con cui ha preceduto e battuto Miguel Oliveira? I piloti hanno bisogno di una buona moto, un’ottima squadra e tanta fiducia attorno. Quanto potrà essere carico Vale con tutti questi corvi che lo vedono pensionato? Quanto dopo che Yamaha lo ha spedito in Petronas a fare il comprimario? Chi può ridargli fiducia? Quale il campione a cui può chiedere aiuto perché ha vissuto una avventura simile? Difficile che siano quelli che gli stanno attorno, loro lo lodano a prescindere…e questo non può bastare ora.

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