La movida violenta è un freno per Cervia

Punti di forza (l’eccellenza turistica) e di debolezza del territorio (movida violenta), ma anche opportunità e minacce, emergono dall’analisi swot commissionata dal Comune. Tale strumento consente di individuare una serie di fattori, che influenzano un qualsiasi contesto di riferimento. Fra gli aspetti positivi, nel Documento unico di programmazione si legge come Cervia si trovi in una favorevole posizione geografica, con notevoli risorse naturali, un litorale molto attrezzato e un turismo familiare caratterizzato da soggiorni medio lunghi. Inoltre vi è l’ospitalità della popolazione, mentre l’economia turistica favorisce un «elevato benessere della popolazione». A tale proposito gli alberghi sono numerosi, come pure abbondano le capacità imprenditoriali delle aziende. Infine si regista un forte incremento della popolazione straniera e una diffusione dei luoghi di aggregazione.

Di contro, la città del sale vive un invecchiamento della sua popolazione, oltre che una stagionalità «troppo compressa nei mesi strettamente estivi». Da sottolineare che l’offerta turistica è di carattere familiare, ma «va ampliata ad altre categorie. Il sistema industriale, artigianale e creditizio – recita poi l’indagine –, si è assai indebolito a causa della recente crisi economica, così come quello degli esercizi commerciali».

Inoltre il servizio sanitario ospedaliero è «non adeguato». Il documento invita poi a «valorizzare maggiormente» alcune strutture, come il lungomare, le terme e il porto. Fra l’altro i parcheggi sono insufficienti, i collegamenti non al passo con i tempi – soprattutto a livello costiero –, l’innovazione tecnologica è scarsa, il territorio è caratterizzato dagli esercizi abusivi e dal lavoro nero, vi sono elevati costi di gestione. Si punta quindi sul turismo straniero e del benessere, ampliando la stagione e creando «nuove strutture per le attività culturali». Inoltre vanno incrementate la aree a traffico limitato. Attenzione però alla concorrenza delle mete turistiche «più facilmente raggiungibili e più economiche», alla micro-criminalità, e per ultimo al «fenomeno della movida aggressiva e violenta».

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