La molesta e tenta di caricarla in auto, lei lo stende con un pugno

Ha steso con un pugno l’uomo che, in piena notte, le ha tagliato la strada in auto, inseguendola fino ad afferrarla, strattonarla e perfino palpeggiarla tentando di caricarla a forza in auto. Il molestatore, forse, non si aspettava che quella ragazza apparentemente indifesa, notata lungo la pista ciclabile tra Punta e Marina di Ravenna, fosse in realtà un’esperta in arti marziali, pronta a difendersi. L’abilità della giovane, una ventenne italo/inglese residente a Tredozio, è stata la sua salvezza. Una volta tramortito lo sconosciuto, si è allontanata andando a denunciare subito l’accaduto. Nell’arco temporale tra il fatto e l’intervento delle forze dell’ordine, tuttavia, l’aggressore ha avuto il tempo di riprendersi e fuggire. Gli danno la caccia gli uomini della Polizia locale, che non appena ricevuta la richiesta di aiuto della vittima, hanno immediatamente informato il magistrato di turno Cristina D’Aniello, come previsto dalle procedure per questa tipologia di reati.

Palpeggiata prima di reagire

Il fatto è avvenuto alle prime ore di domenica. Erano circa le 3. La giovane era in sella alla sua bicicletta e stava pedalando lungo la ciclabile di viale Cristoforo Colombo, da Punta Marina verso Marina di Ravenna. A quell’ora non c’erano altre persone nella zona. Un’auto sconosciuta ha affiancato la ragazza, superandola e poi sbarrandole la strada per impedirle di proseguire. Dalla vettura è uscito il conducente, che la vittima ha descritto sommariamente come una persona dalla carnagione olivastra. L’ha raggiunta e afferrata cercando di caricarla a bordo; nel farlo le ha palpeggiato il seno.

La 20enne non ha subìto passivamente quella violenza sessuale. Si è dimenata, mettendo in pratica l’allenamento in arti marziali che le ha consentito di mettere ko l’assalitore colpendolo con un pugno al volto. Lasciato provvisoriamente fuorigioco lo sconosciuto, è risalita sulla bici e si è allontanata quel tanto necessario per allertare le forze dell’ordine.

Alla Polizia locale ha cercato di fornire quante più informazioni utili per portare all’identificazione dell’auto, che ora saranno presumibilmente comparate con le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza presenti lungo le principali strade dei lidi, a ridosso dell’orario in cui è avvenuta l’aggressione.

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