La missione per recuperare piante in via d’estinzione

Recuperare e rafforzare le popolazioni di piante autoctone italiane in via d’estinzione grazie alle banche dei semi. È questo l’obiettivo che sta spingendo il lancio di una campagna di reintroduzione di specie minacciate, il “Life seedforce”. Il progetto, finanziato per 7.790.685 euro dalla Commissione europea attraverso il programma Life, è guidato dal Museo delle Scienze (Muse) di Trento e coinvolge in questa grande operazione di salvataggio e salvaguardia delle piante autoctone italiane ben 15 partner da 10 Regioni italiane, oltre a Francia, Slovenia e Malta. Iniziato formalmente il primo ottobre scorso, durerà fino alla fine del 2026. L’Italia ospita un numero elevato di piante di interesse comunitario, molte delle quali esclusive delle nostre regioni, con ben 104 specie vegetali incluse nella Direttiva Habitat emanata dalla Commissione europea nel 1992 per promuovere il mantenimento della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali.

Di queste specie, secondo l’ultimo report sullo stato di attuazione della Direttiva, 58 sono in cattivo stato di conservazione e a rischio di estinzione. In Romagna una delle piante è al centro di questa iniziativa è la Phyllitis scolopendrum nella Riserva naturale di Alfonsine. Life Seedforce conduce un’operazione di salvataggio su 29 di queste specie particolarmente rare e minacciate, intervenendo concretamente in 76 aree di biodiversità. Il rischio di estinzione per queste specie, a parte i fattori come la scarsità numerica degli individui delle popolazioni e l’isolamento, è causato dalle modifiche dell’habitat prodotte dall’uomo, tra le quali l’abbandono delle pratiche agricole e territoriali tradizionali (come la cessazione della ceduazione e della fienagione negli habitat semi-naturali e il pascolo eccessivo), l’invasione di specie aliene e il cambiamento d’uso causato da attività ricreative ad alto impatto e dal turismo.

«Grazie a un approccio integrato – spiega Costantino Bonomi, conservatore di Botanica del Muse e coordinatore del progetto – verranno rimosse o mitigate le minacce che gravano su 139 siti di intervento, di cui 107 in Italia, dove verranno trasferiti oltre 25 mila individui di queste specie rare, di cui 20 mila in Italia, propagate massivamente in serra e in laboratorio per spezzare le catene dell’isolamento che oggi le condannano all’estinzione».

Non solo. Il progetto Life Seedforce si avvicinerà anche al mercato, mettendo in vendita il surplus di produzione. Spiegano dall’Università di Udine, tra le promotrici di questa indagine, che oltre al rafforzamento numerico delle popolazioni originali, le attività previste riguarderanno anche il controllo della rivegetazione (rimozione di arbusti e alberi, taglio dell’erba), la protezione dal pascolo eccessivo e dal calpestio con recinzioni pertinenti, l’eradicazione sostenibile delle specie aliene invasive. Per le minacce intrinseche legate a popolazioni piccole e frammentate, Seedforce aumenterà le dimensioni della popolazione con un mix di genotipi accuratamente selezionato che imiterà il flusso genico naturale, eliminando l’isolamento delle piante e curando la frammentazione degli habitat.

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