La menopausa: una storia diversa da donna a donna

Passaggio naturale e fisiologico, momento di rottura e di cambiamento, inizio di una nuova fase o periodo in cui sopraggiungono nuove manifestazioni fisiche e non solo, la menopausa è una modificazione che riguarda tutte le donne arrivate a un certo punto della loro vita.

«La menopausa è definita come la cessazione dei cicli mestruali da almeno un anno dovuta a un esaurimento della funzione ovarica – spiega Maria Papiccio, specialista in ginecologia e ostetricia dell’Ausl Romagna – ed è connessa a modificazioni ormonali che determinano la fine della capacità riproduttiva e che portano una serie di cambiamenti sia a livello fisico, che psicologico. Si tratta di un momento della vita della donna che va affrontato, ma non si tratta di una malattia».

L’età media in cui le donne vanno in menopausa si aggira intorno ai 50.

La menopausa non si presenta all’improvviso, ma è preceduta da un periodo (in media 4 anni ma i primi sintomi possono comparire anche fino a 8 anni prima) chiamato premenopausa in cui lentamente il corpo comincia a cambiare.

«La premenopausa si manifesta con delle modificazioni del ciclo mestruale che possono riguardare sia la quantità (cicli più abbondanti o al contrario più esigui), che la durata (in termini di giorni), che la frequenza. Inizialmente i cicli potrebbero comparire ravvicinati (anche ogni 15 giorni) e successivamente con il tempo diradarsi sempre di più fino a sparire per alcuni mesi e poi magari riapparire per un ciclo o due. Quando si presentano delle anomalie del flusso è sempre bene escludere altre cause di sanguinamento non riconducibili ad alterazioni ormonali; come ad esempio patologie del collo dell’utero e dell’endometrio, anche di tipo oncologico. Pertanto è sempre consigliabile eseguire routinari controlli ginecologici e partecipare agli screening».

Un altro marker di menopausa sono le vampate di calore.

«Molte donne riferiscono di svegliarsi in piena notte a causa di una sensazione di forte calore che è seguita da un’intensa sudorazione. Questo sintomo, che compare soprattutto di notte, si presenta quando si è in prossimità della menopausa e prosegue nella postmenopausa per poi declinare. È una manifestazione che potrebbe inficiare la qualità del sonno».

Alla base di queste insorgenze c’è un calo degli estrogeni.

«Il cambiamento ormonale può avere conseguenze anche sul tono dell’umore. Può, infatti, accentuare situazioni già preesistenti, come ansia e depressione, o attivare stati di irritabilità e affaticamento. Incide, inoltre, su tutto il sistema nervoso centrale con conseguenze anche sulla memoria e la concentrazione».

Nel periodo della premenopausa diminuisce la possibilità di rimanere incinta.

«In questo periodo possono presentarsi dei cicli anovulatori, cioè senza che avvenga l’ovulazione e in cui non è possibile una gravidanza. Durante il periodo della premenopausa si abbassa infatti notevolmente la capacità riproduttiva, che però si esaurisce del tutto solo dopo la menopausa».

Altre manifestazioni si evidenziano a livello locale. «La diminuzione degli ormoni comporta fastidi a livello dell’apparato genito-urinario. Secchezza, bruciore, irritazione, difficoltà nei rapporti a causa di una minore lubrificazione, a cui possono associarsi sintomi urinari, quali urgenza minzionale, infezioni, cistiti ricorrenti».

L’espressione clinica della sintomatologia varia da donna a donna e presenta, oltre alle manifestazioni che si verificano nel breve periodo come disturbi del sonno, dell’umore, sintomatologia vasomotoria e genitourinaria, anche un aumentato fattore di rischio verso una serie di patologie che potrebbero verificarsi nel lungo periodo. «In menopausa aumenta il rischio di sviluppare osteoporosi, problemi cardiovascolari e sindrome metabolica. Aumenta anche il rischio oncologico (tumore alla mammella e all’ovaio), per questo motivo si dovrebbe incoraggiare la partecipazione agli screening. È importante “inquadrare” la donna, riconoscere gli eventuali rischi ai quali va incontro in base a familiarità, fattori costituzionali e patologie preesistenti. Per esempio una donna è più propensa a sviluppare osteoporosi se è molto magra, se assume poco calcio e vitamina D, se fuma, se abusa di alcolici o nel caso in cui la menopausa sia insorta precocemente».

Spesso della menopausa si parla poco e qualche volta si ha un po’ di ritrosia nel farlo.

«È molto importante la percezione individuale del proprio stato di salute. La menopausa corrisponde spesso anche ad altri cambiamenti nella vita di una donna. Accade che i figli siano diventati grandi e si abbia più tempo a disposizione, ci si ritrova diverse, cambiate nel corpo, qualche volta nella mente. Può essere una fase che porta a valutazioni personali e che può creare una certa difficoltà con il partner, specie se il passaggio viene vissuto in maniera negativa».

Molte sono le cose che si possono fare per migliorare la condizione. «Esistono ad esempio terapie ormonali sostitutive che agiscono in maniera efficace soprattutto contro i sintomi vasomotori e genito-urinari. Ogni donna va valutata individualmente, il trattamento va personalizzato in base a diversi fattori e soprattutto in base ai sintomi, agendo prima di tutto sul proprio stile di vita. La prevenzione infatti è fondamentale e uno stile di vita sano è certamente di grande aiuto. Fare esercizio fisico, di tipo aerobico, come almeno 20 minuti di camminata al giorno, avere una dieta equilibrata, prediligendo i carboidrati complessi a quelli semplici, avendo un giusto apporto di proteine ed eliminando o riducendo al minimo l’alcol e il fumo può contribuire a migliorare il proprio stato di salute fisica e mentale».

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