La palazzina dell'omicidio

Sono state 7 le coltellate con cui Federico Verdoni ha ucciso sua madre, la 64enne Luciana Torri, e sono state tutte inferte al torace. A parte un paio, le altre hanno colpito in pieno il petto, bersaglio di una furia davanti alla quale la vittima si è trovata probabilmente del tutto spiazzata. Tanto che pare che non si sia difesa granché: lo si desumerebbe dalle ferite che di solito ci si procura quando ci si ripara da un’aggressione con un’arma da taglio e che invece in questo caso non sarebbero numerose. Il cadavere della donna ammazzata mercoledì sera nel soggiorno della sua abitazione al numero civico 5 di via Dell’Orto, nella località di Bora, è stato sottoposto ad autopsia.
L’ipotesi di reato è quella di omicidio volontario, aggravato da efferatezza e futili motivi. Se il capo d’imputazione rimanesse questo, non sarebbe neppure possibile accedere al processo con rito abbreviato e quindi il 29enne rischierebbe l’ergastolo, se ritenuto capace di intendere e volere.
Questa mattina si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto in una sede insolita: l’ospedale “Morgagni” di Forlì, dove il giovane è ricoverato, dopo essere stato sedato. In quelle condizioni anche per l’avvocato Marco Moretto è stato impossibile avere finora un confronto con il proprio assistito.

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