La lotteria dei calci di Rigoni

Mattia Bortolussi è per distacco il migliore acquisto sul mercato della giovane storia del Cesena Fc. In questi ultimi anni sono stati acquistati giocatori che avevano un prima (Biondini, De Feudis, Agliardi, Nardi, Di Gennaro, Missiroli) e ragazzi che si spera abbiano un dopo (Ciofi, Valeri, Satalino, Butic, Zerbin). Bortolussi no, lui ha un durante. E’ stato preso dopo una trattativa piuttosto lunga con il Novara per chiedergli qualcosa di importante subito e lo sta facendo: ha segnato 21 gol in 51 partite ed è lo stopper avanzato che inizia la fase difensiva di Viali. A memoria d’uomo, uno che fa reparto da solo in quel modo non lo si vedeva dai tempi di George Clooney in “E.R. Medici in prima linea”, in più ha scansato in fretta i dubbi a livello mentale che potevano esserci su di lui (Bortolussi, non Clooney).

In sintesi: nello scorso campionato ha segnato 17 gol e quando una punta di 24 anni segna 17 gol in C, di solito o sale di categoria con la sua squadra di appartenenza o ci sale al mercato estivo e non riesci a trattenerlo. Il Cesena ha aspettato offerte irrinunciabili che non sono arrivate ed è un buon segno, vuol dire che la cifra-parametro per la categoria “offerte irrinunciabili” era dignitosa e non un sacco di lupini. Tenerlo è stato un primo messaggio di ambizione, con un rischio all’interno da calcolare. Quanti attaccanti della Serie B attuale sono più forti e completi di Bortolussi? Sicuramente ce ne sono, ma non sono poi così tanti e questo lo sa anche Bortolussi. Il rischio era quello che si intristisse e perdesse fame, pensando a un tram che la scorsa estate non era passato dalle sue parti. Invece non è successo: è partito con gli occhi un po’ spenti per una manciata di partite, poi ha iniziato a correre senza segnare, mentre ora corre sempre e segna sempre.

L’aspetto curioso è che martedì sera quando è uscito il centravanti titolare si è vista la mezzora di peggiore fase difensiva del Cesena di Viali, un tipo di fase fin qui quasi perfetta. Non è per niente facile segnare al Cesena, mentre nell’ultimo terzo di gara contro il Pontedera ogni azione sembrava buona per fare un gol a Nardi. Non ci sarà mai la controprova, ma aumentano i sospetti che a porte chiuse il Pontedera avrebbe pareggiato e se si fosse giocato come un anno fa, con quel clima di un corridoio da museo archeologico, sarebbe finita 2-2. Invece uno stadio che ha ritrovato l’antica ignoranza ha sorretto un pugile suonato che alla fine l’ha portata a casa, di lotta e di rabbia, di mischioni e calcioni, uscendo vincitore da un tipo di finale-thrilling che solo a Cesena si può chiamare lotteria dei calci di Rigoni.

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