La grotta dell’Inferno in Valconca: paradiso dei pipistrelli

Al confine con il Montefeltro, in Valconca, nel territorio di Gemmano, c’è un luogo dal fascino innegabile. È l’antico Castrum Inferni, oggi Onferno, che richiama visitatori incuriositi che vengono conquistati dalla sua quiete paradisiaca, in pieno contrasto con il suo nome, dovuto alle fumate di vapore che nei mesi invernali emanavano dalle rocce. Prima della spedizione dello speleologo bolognese Quarina che nel 1916 scoprì la grotta di Onferno, comprendendo che quei vapori non erano altro che l’effetto della differenza termica tra l’interno e l’esterno della cavità sotterranea, il fenomeno ha lasciato immaginare che si celasse in quelle zone la bocca degli inferi. Ma al di là delle suggestioni, la terra di Onferno è sempre stata molto ricca e importante per le sue cave di gesso, contesa tra i Malatesta e i Montefeltro, sede di una pieve di rilievo, Santa Colomba, oggi purtroppo ridotta a pochi resti, dopo la distruzione avvenuta nel 1944. In quel che ne rimane, restaurato e adibito a museo didattico, ha oggi sede uno spazio espositivo che tramite il gioco e l’interattività stimola l’interesse dei più piccoli per l’ambiente della Riserva Naturale, così particolare per storia, geografia e anche per i suoi inquilini d’eccezione: i pipistrelli delle grotte (circa 8000 esemplari), che i più coraggiosi possono anche ammirare durante escursioni estive notturne.

Il percorso che conduce ad attraversare il complesso carsico di Onferno si snoda tra le grotte di gesso modellate dalle acque, con una grotta che si sviluppa per circa 400 metri, con un dislivello di 64 metri, con un susseguirsi di stanze, più o meno grandi, ricche di concrezioni: famose quelle della Sala detta “dei mammelloni”, proprio a causa delle grandi protuberanze coniche che scendono dal soffitto della cavità. Ma le grotte sono solamente uno degli aspetti della Riserva, che sa stupire anche con la sua ricca flora e percorsi naturalistici che accolgono amanti del trekking e delle gite in mountain-bike. Il borgo di Onferno con il suo antico castello, la piazzetta centrale, gli affioramenti di gesso e la vista che spazia fino a San Marino e l’arroccato Sassofeltrio sono un richiamo irresistibile per chi vuole fare un salto nel passato, provando a immaginare l’emozione di Dante Alighieri, che forse proprio dal Castrum Inferni si lasciò ispirare per immaginare il paesaggio degli inferi.

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