La grandine devasta frutteti e campi di cipolle

Il maltempo registratosi nel tardo pomeriggio di giovedì, con improvvise e copiose grandinate, ha colpito duro nel territorio imolese. Le violente precipitazioni si sono registrate soprattutto nella zona di confine tra Romagna ed Emilia, soprattutto fra Imola e Castel del Rio.

Le aree più colpite

Le grandinate si sono verificate a macchia di leopardo e hanno interessato soprattutto le campagne di Imola, Sesto Imolese, Medicina, Sasso Morelli, Casola Canina e Fontanelice. Le conseguenze sulle coltivazioni delle pesche, nettarine ma anche albicocche, kiwi pere, sono serie. Non sono stati risparmiati nemmeno i campi di cipolle e alcuni vigneti. La conferma della situazione arriva dalla Coldiretti regionale: «Anche se è presto per tracciare un bilancio – sottolinea la Coldiretti – i quindici minuti di grandine di giovedì pomeriggio hanno causato danni che si aggirano per milioni. Nella zona di Fontanelice la produzione di pesche, nettarine e albicocche, è praticamente azzerata, in altre parti si è arrivati al 70-80% della produzione compromessa. Leggermente meno grave quella dei kiwi perché i frutti ancora coperti da foglie hanno resistito di più. Molto colpite nella zona a nord della via Emilia anche le cipolle. Una vera calamità – sottolinea Coldiretti regionale – in un momento particolarmente delicato per le coltivazioni agricole con la raccolte in corso mentre ci si avvicina alla vendemmia. La grandine è l’evento più dannoso perché dove ha colpito ha distrutto in pochi minuti il lavoro di un anno». Anche Giordano Alpi, imprenditore agricolo del territorio, ha avuto danni nella propria azienda a Zello. «Per fortuna la grandinata è durata poco e soprattutto non è stata uniforme, per cui i danni procurati sono stati limitati, almeno per quanto mi riguarda. Da una prima stima posso affermare di aver avuto la produzione di nettarine, pere e uva danneggiata per un 20%, altri colleghi, poco distanti, invece arrivano fino anche al 50%». Per gli agricoltori «a tutela di eventi sempre più repentini e violenti – sottolinea ancora Alpi – bisogna mettere mano in modo più efficace alla questione delle assicurazioni per maltempo. In alcuni casi per colleghi la stagione della raccolta è compromessa».

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