La grande occasione di Viali

Cesena-Viterbese non è stata nemmeno una brutta partita, peccato solo per gli ultimi 80 minuti. Una prova d’orchestra in stile “I musicanti di Brema”, una delle favole storiche dei fratelli Grimm. Nella favola dei musicanti, ci sono un asino, un cane, un gatto e un gallo che vogliono diventare musicisti della banda di Brema. Quando cantano insieme sono un disastro, ma il suono che fanno è talmente una minaccia per l’umanità che finiscono con lo scacciare una banda di briganti (qui il negazionista medio obietterebbe: per forza ce l’hanno fatta, avevano il Grimm pass). Stonati e vincenti: quello che poteva essere il Cesena se la zampaccia di Ilari alla fine avesse gonfiato la rete per una vittoria immeritata.

La faticosa ripartenza del campionato segna i primi passi della gestione americana: aspettiamo con curiosità novità sul look dello stadio (club house, spogliatoio nuovi, negozi, chissà) e con malcelato terrore l’eventuale ritorno della mascotte a bordo campo.

A livello tecnico, il primo vero cambio di rotta è stato togliere la calcolatrice in panchina a Viali, che ora non deve più fare i più cambi pensando ai 3-4 under che devono restare in campo. Questo non toglie che il Cesena debba restare una finestra aperta per il professionismo per i giovani del territorio. Ribadito tutto questo, vale davvero la pena investire sui giovani? Tre mesi fa è stato reso noto il rapporto della Fifa riferito al 2019, un anno in cui il calciomercato ha movimentato 7 miliardi di euro a livello mondiale. Di questa cifra, 700 milioni sono andati in provvigioni per gli agenti e solo 70 milioni sono andati alla formazione. Se il vice del vice del vice assistente di Mino Raiola o Jorge Mendes guadagna di più di una società di Serie C che punta sul vivaio, c’è parecchio che non va. Da un’inchiesta della Gazzetta dello Sport, emerge che la camera di compensazione in qualche modo aiuterà e i pagamenti per l’indennità di formazione faranno in modo che almeno il 5 per cento del totale dei trasferimenti (su 7 miliardi sono 350 milioni) dovrebbe andare ai club che formano i giocatori.

In definitiva, conviene davvero puntare sui giovani? In attesa di nuove, per il Cesena non è solo conveniente, è l’unica strada seria, a patto che i giovani siano bravi. Dai nuovi proprietari non sono arrivate promesse faraoniche (meno male, verrebbe da dire) ma segnali di un cambio di mentalità che scopriremo col tempo. Resta il fatto che ogni volta che il Cesena ha partecipato alla gara a chi spendeva di più, ha fatto disastri, figuriamoci nelle finestre invernali di mercato. È risaputo che in gennaio nel 99 per cento dei casi si spostano giocatori non pronti e scontenti perché giocano poco a causa di problemi tecnici, fisici o caratteriali. In questo panorama, Pittarello (18 presenze e 6 gol alla Virtus Verona) è un gran bel ritocco. Il percorso vero, quello invece è stato tracciato bene in estate e vale 40 punti e un terzo posto da difendere. Peccato per gli errori contro la Viterbese, come no, poi peccato per gli errori in serie di Berti quando è entrato. Però finché Missiroli, Ardizzone e Caturano sono questi, allo stadio è molto più stimolante vedere gli errori di Ciofi, Berti e Tonin. Con o senza americani, l’impronta di Cesena resta questa. Ora che ha buttato la calcolatrice e domina la meritocrazia, a questo punto tocca a Viali: nel pieno di un campionato che resta una grande occasione, ci aspettiamo tanto da lui.  

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