La giornata mondiale delle zone umide: preziose per la biodiversità

Oggi è una giornata importante per l’intero pianeta: si celebra il World Wetlands Day, la Giornata mondiale delle zone umide. La data non è scelta a caso e ricorda l’adozione della Convenzione firmata a Ramsar, in Iran, per la loro tutela. Quest’anno l’iniziativa ha un significato tutto particolare, visto che la Giornata mondiale, lo scorso anno, è stata riconosciuta anche dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lagune, stagni, laghi, paludi, aree risorgive: sono fondamentali per la biodiversità. Lo slogan di questa edizione è “Value, Manage, Restore, Love Wetlands”: riconoscerne il valore, proteggerle e gestirle adeguatamente, ripristinarle laddove le abbiamo distrutte, e imparare ad amarle per la loro bellezza e la loro importanza, a partire dalla loro incredibile biodiversità. Ma le zone umide sono fondamentali anche per la nostra sopravvivenza grazie al loro ruolo di serbatoi di carbonio e contrasto al cambiamento climatico, azione di depurazione delle acque, protezione da inondazioni, fornitura di fibre e materiali, oltre ad ospitare migliaia di specie ad esse legate. Da oggi e fino al 6 febbraio in molte Oasi Wwf d’Italia, attraverso passeggiate, visite guidate, workshop fotografici ed altri sarà possibile far scoprire a tutti la bellezza e l’importanza di questi ambienti unici.

Il Wwf fin dalla sua nascita si è occupato della tutela di zone umide. Non a caso la prima Oasi Wwf istituita in Italia nel 1967 è stata quella del lago di Burano, in Toscana, poi inserita tra le zone Ramsar e divenuta Sito d’Importanza Comunitaria per la rete europea di aree protette Natura 2000. Oggi il Sistema delle Oasi Wwf è costituito da 100 Oasi nella penisola (tra cui quella Fluviale del Molino Grande, in Provincia di Bologna), di cui ben 78 contengono stagni, paludi, lagune, che nel tempo sono state difese da abusi e antropizzazione selvaggia, e 10 delle quali sono aree d’importanza internazionale riconosciute dalla Convenzione di Ramsar. Si tratta di strutture-baluardo per la tutela della biodiversità. Le Oasi Wwf italiane da sole ospitano ben il 66% degli habitat prioritari della direttiva 43/92/Cee per la bioregione “alpina”, il 57% per quella “continentale” e il 65% per quella “mediterranea”.

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