La flotta dei sette pescherecci che ‘pescano’ rifiuti in acqua

A Cesenatico, Goro e Porto Garibaldi ci sono 7 pescherecci che, da aprile di quest’anno, stanno raccogliendo i rifiuti nell’Adriatico. Nell’ultimo mese ne hanno raccolti oltre 3 quintali. È questo uno dei risultati del progetto di Ogyre, una start up italiana che fa del suo core business il “fishing for litter”, ovvero un modello virtuoso che punta a ripulire i mari dalla plastica grazie all’aiuto dei pescatori che “pescano” i rifiuti dal mare e li portano a riva. Un modello circolare, che chiude poi il cerchio con la realizzazione di costumi da bagno “plastic-positive”, prodotti con un filato derivato proprio dalla plastica, il cui ricavato sostiene il finanziamento dei pescherecci. Ogyre si chiama così dalle “ocean gyres”, le correnti oceaniche fondamentali per l’ecosistema ed oggi purtroppo note ai più solo perché intrappolano la plastica in enormi isole di rifiuti della plastica dal mare.

«La plastica negli oceani è uno dei più grandi problemi ambientali dei nostri tempi, basti pensare che ogni anno finiscono in mare 11 milioni di tonnellate di plastica, che mettono a rischio la vita di 1,4 milioni di specie che vivono sott’acqua – dice Antonio Augeri, il fondatore di Ogyre – Una quantità di rifiuti che impatta, oltre che sull’ambiente, anche economicamente sul settore ‘pesca’ per oltre 61 milioni di euro all’anno. Chi, meglio dei pescatori, può aiutarci a risolvere il problema?».

«Il ‘fishing for litter’ non è altro che la raccolta dei rifiuti durante le normale attività di pesca: coinvolgiamo i pescherecci per farci aiutare a riportare a terra la plastica raccolta dalle reti, per una media di 60 kg al mese per ciascuna barca. In cambio, li remuneriamo e li solleviamo da qualsiasi onere (di responsabilità ed economico) che deriva dallo smaltimento. Sì, perché il problema è che in Italia la ‘pesca’ dei rifiuti è ostacolata dalle normative vigenti, che assimilano i rifiuti marini ai rifiuti speciali; di conseguenza i costi e la responsabilità penale sono a carico dei pescatori, tanto che spesso questi ultimi sono costretti a ributtarli in mare invece di riportarli a terra. Ed è qui che interveniamo noi di Ogyre, per supportare economicamente e logisticamente i pescatori nel recupero e nello smaltimento dei rifiuti».

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