La difesa vincente e il candidato di sinistra

Pistoiese-Cesena 0-1 ha ufficializzato che è già primavera, la stagione in cui conta solo la classifica. La notizia migliore per il Cesena resta avere vinto nonostante un intero parco attaccanti sospeso tra l’invisibile e il dannoso. Ne ha preso atto anche Viali, che a un certo punto ha aperto la stiva dei difensori in panchina e li ha buttati tutti dentro: Lepri a parte, di fatto gli unici difensori rimasti in panca erano Viali e Medri. Il ragionamento di fondo deve essere stato: visto che l’attacco non mi dà niente, tanto vale affidarsi alla difesa. Quando funziona la fase difensiva, è un buon indizio che alla base c’è un’anima di squadra, per il resto, dalla metà campo in su il Cesena può fare solo meglio rispetto a un secondo tempo non all’altezza di quello che vale.

Arroccarsi attorno a un totem come Nardi ha portato tre punti sudati alla Bruno Bolchi, una benzina preziosa ora che arriva il difficile contro due squadre sulla carta superiori (Pescara e poi Reggiana). Il Cesena come ci arriva? Bene a livello di punti e morale, meno bene come qualità di gioco, anche se nemmeno la concorrenza vive un momento indimenticabile: l’Entella ha fatto 2 punti nelle ultime tre trasferte, il Pescara ha sudato sangue per vincere al millesimo minuto con l’Olbia. Il pentapartito di alta classifica è spaccato da mesi in due tronconi: se il Cesena vuole spingere sui pedali per il terzo posto, deve per forza ritrovare una punta che torni a fare la punta.

A proposito di pentapartito: impegno politico e calcio qui non sono una rarità. L’ex difensore Gianni Flamigni (14 presenze in A col Cesena dal 1988 al 1991) è stato candidato sindaco del centrosinistra nel 2019 a Predappio, mentre un altro difensore come Domenico Stallone (6 apparizioni in B a Cesena dal 1983 al 1985) è assessore allo sport nella sua Ascoli (centrodestra).

A proposito di portieri totem: uno dei migliori portieri mai visti a Cesena è stato Enzo Biato, protagonista di un biennio di successo in B. Arrivò a Cesena nell’estate del 1993, fresco di una avventura di tre anni a Bari finita piuttosto male. Al di là del rendimento in campo e dello spessore umano di un ragazzone sempre garbato nei modi, stupiva una sensibilità superiore alla media verso ciò che gli stava attorno. Per esempio la politica: era dichiaratamente di sinistra nel pieno rispetto delle idee altrui e quel Cesena 1993-94 ricordava un emiciclo parlamentare, visto che la formazione iniziava con il portiere Biato tutto a sinistra e finiva col centravanti Lorenzo Scarafoni tutto a destra, una punta con il “Secolo d’Italia” pronto da sfogliare e conservato nell’auto parcheggiata a Villa Silvia per l’allenamento.

Biato provò anche l’avventura politica, candidandosi alle elezioni comunali del 1993 nella sua Acqui Terme, dove però la Lega prevalse sulla coalizione Pds-Rifondazione-Verdi. La cosa curiosa è che in quelle elezioni c’era una rivale politica un po’ particolare, visto che si presentò da indipendente anche la pornostar Eva Orlowsky, fresca reduce dalle elezioni politiche nazionali del 1992 con la Lista dell’Amore, dove completava il tridente con Moana Pozzi e Cicciolina. Da qui una memorabile intervista dell’epoca di Biato con Iacopo Baiardi, delle edizioni cesenati del Messaggero.

“Enzo, quindi ti candidi alle comunali di Acqui Terme?”.

“Sì, mi hanno chiesto di impegnarmi per il mio paese: se c’è da dare una mano, io non mi tiro indietro, vediamo come va”.

“Tra i candidati c’è anche la pornodiva Eva Orlowsky”.

“Sì, me l’hanno detto”.

“Visto che i portieri studiano i rigoristi avversari al video, ora farai la stessa cosa con gli avversari politici?”.

Silenzio e poi una fragorosa risata a fare vibrare i muri dello spogliatoio. Una pacca sulla spalla al giornalista e poi giù in campo a cercare di non slogarsi le dita contro i tiri di Hubner.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui