La danza di Ferdinando Melo al Ravenna Festival

Due eventi invitano il pubblico a spostarsi in luoghi ameni e sacri. Da oggi a giovedì 14 luglio alle 19.30, nello splendore della basilica di San Vitale, va in scena una sacra rappresentazione ispirata alla figura di Sant’Agostino di Tagaste composta da Filippo Bittasi per le musiche (Istituto Giuseppe Verdi di Ravenan), e dall’attore ravennate Matteo Gatta per libretto e drammaturgia. È “Storia di un figlio cattivo. Sulle orme di Agostino di Tagaste” opera per soprano, voce recitante, ensemble strumentale. Canta la mezzosoprano Daniela Pini, Matteo Gatta è voce recitante, l’ensemble Tempo Primo (archi con vibrafono e clarinetto) esegue, con l’organo di Andrea Berardi, tutti diretti da Mattia Dattolo (euro 15-5).

Per il cartellone della danza nella bellezza monacale della Biblioteca Classense, oggi e sabato 9 luglio, per tre repliche al giorno (ore 16.30, 18 e 19.30), va in scena l’innovativa “Virtual Dance for Real People”. I danzatori Philippe Kratz e Grace Lyell eseguono dal vivo in Sala Mosaici la coreografia “Never odd or even” di Ferdinando Melo. Subito dopo, con appositi visori si incontrano gli stessi danzatori, ma nella realtà virtuale. Philippe e Grace si spostano nelle sale della Classense in un sogno/incubo in cui cercano d ricongiungersi, come se una forza invisibile li tenesse distanti. Il progetto, realizzato per il festival ravennate, si ricollega all’idea di “movimento di corpi nello spazio” che porta la danza in luoghi altri dal teatro. È il progetto che ha dato vita al percorso site specific delle 21 “Microdanze” di Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, portato in diverse città europee, reduce da una suggestiva esibizione nella location di Castel Sant’Angelo a Roma, che ha ottenuto il Premio Danza&Danza. Favorisce un’idea della coreografia più diffusa e complessa, un percorso fortemente voluto dal direttore Aterballetto, Gigi Cristoforetti; si allarga a una visione della danza e della coreografia a tutto campo.

Il percorso, che è stato riconosciuto nei giorni scorsi dal ministero della Cultura, ha reso la Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto di Reggio Emilia primo e unico Centro coreografico nazionale. Ci sperava e credeva Cristoforetti quando a febbraio i disse: «Da Centro di produzione quale siamo, competeremo per la categoria Centro coreografico, per la prima volta introdotta dal Ministero per noi, unici ad avere i requisiti. È un risultato al quale ho puntato si da quando sono arrivato a Reggio Emilia».

È un continuare ricominciando, come dicono in Aterballetto: «Come Centro coreografico dovremo ampliare quanto già fatto; oltre alle produzioni importanti, dovremo essere più catalizzanti nei confronti di svariate tipologie artistiche, dovremo spingerci a livello produttivo nel sociale, negli spazi urbani coinvolgendo ad esempio periferie disagiate, dovremo esprimere uno sguardo d’insieme che va oltre lo spettacolo, a favore della società e comunità in senso lato. È un progetto complesso». Euro 5.

Info: 0544 249244

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