La comparsa del menarca, il corpo che cambia e sbalzi d’umore

Andare in bagno e trovare una macchiolina di sangue sugli slip è una situazione che tutte le bambine a un certo punto della loro crescita si trovano a vivere. Questo fatto è preceduto da una serie di manifestazioni che fanno sì che le ragazzine si accorgano di alcuni cambiamenti, anche importanti, pur non essendone del tutto consapevoli. Ci si comincia a guardare allo specchio con una maggiore attenzione e si percepiscono delle trasformazioni che non si verificano solo a livello corporeo, ma anche emotivo: l’umore diventa instabile, ci si sente più fragili ma al tempo stesso più forti. «La prima mestruazione rappresenta l’evento più significativo della pubertà e l’età varia in base alla popolazione – spiega la dottoressa, Anna Chiara Boschi, specialista in Ginecologia e Ostetricia all’ospedale di Ravenna -, in Italia generalmente si verifica tra i 10 e i 15 anni e l’età media si aggira intorno ai 12».

La comparsa della prima mestruazione è preannunciata da una serie di cambiamenti ormonali e fisici che ha conseguenze anche sulla psiche delle bambine. «Il bottone mammario è la prima manifestazione di un corpo femminile che si sta avviando verso lo sviluppo – continua la specialista – e compare di solito intorno agli 8/9 anni ed è seguito dal presentarsi della peluria pubica e ascellare intorno ai 10 anni. Successivamente c’è una crescita in altezza che si posiziona proprio prima dell’arrivo delle mestruazioni. Lo sviluppo si completerà all’incirca due anni dopo il verificarsi di questo evento».

I primi cicli non sono affatto regolari. «Prima che l’asse ormonale raggiunga l’equilibrio servono circa un paio d’anni, quindi è del tutto normale trovarsi davanti a mestruazioni che non si presentano ogni 28 giorni, ma che arrivano con largo anticipo o ritardo o addirittura che saltano uno o due mesi. Anche il flusso non è costante, può essere un mese esiguo, un altro più abbondante. Tutto ciò è dovuto al fatto che nei primi periodi frequentemente i cicli sono anovulatori».

Il dolore è un altro aspetto da considerare. «Questo è un elemento molto soggettivo, che cambia da persona a persona, ma che con il tempo può diminuire. È possibile nei primi anni avere alcune mestruazioni più dolorose e altre meno».

La prima mestruazione comporta cambiamenti anche a livello mentale. «Come le bambine vivono questo enorme cambiamento dipende in gran parte da quanto ne hanno parlato con la mamma, la sorella maggiore o con una figura di riferimento. Parlare con le ragazzine dei cambiamenti ai quali andranno incontro è molto importante per aiutarle a vivere questo passaggio nella maniera più naturale possibile; lo specialista può diventare una figura importante per affrontare serenamente questo periodo di transizione. A volte sono i genitori i primi a essere ansiosi e impauriti, alcuni portano le figlie in ambulatorio per un ritardo o perché è saltata una mestruazione. I cambiamenti ormonali inoltre influenzano anche l’umore delle ragazzine che possono apparire più distratte, maggiormente irritabili e soggette a sbalzi di umore».

Condividere l’esperienza con altre coetanee aiuta. «Specie all’inizio, molte ragazzine non sono pronte a questo sanguinamento che si presenta tutti i mesi. Hanno l’ansia di sporcarsi, che si veda “qualcosa”. Essere la prima in classe ad avere le mestruazioni viene spesso descritto come poco piacevole, ma per fortuna è una condizione che dura poco, in quanto pian piano tutte le compagne avranno il menarca e parlare di mestruazioni non sarà più un tabù. Condividere l’evento rassicura e tranquillizza molto».

La prima visita

A volte è bene procedere con una visita di controllo. «Se i cicli saltati sono più di tre, se l’adolescente manifesta evidenti cambiamenti di peso o segni/sintomi come importanti cefalee è bene fare un controllo, ma per tutto il resto si può stare tranquilli. Anche la comparsa di qualche brufolo sul viso, specie in prossimità delle mestruazioni, rientra nelle manifestazioni più comuni. Un’altra cosa che si deve tenere presente è lo stress scolastico e sportivo. Chi pratica sport a livello agonistico, per esempio, mette a dura prova il proprio corpo e questo, per risparmiare energia, talvolta può andare in amenorrea secondaria (scomparsa delle mestruazioni)».

Ci sono anche altre motivazioni. «Un campanello d’allarme che dovrebbe spingere verso il parere di un esperto è la comparsa del bottone mammario prima dei 7 anni, perché ci si potrebbe trovare davanti a uno sviluppo precoce. Situazione opposta è invece quando a 13 anni non è ancora comparso il bottone mammario o quando a 15 non è arrivato il menarca. Ovviamente si deve sempre considerare la storia familiare: se in casa tutte le donne hanno avuto la prima mestruazione tardi oppure molto presto, la precocità o il ritardo potrebbero dipendere da una certa familiarità».

Un altro motivo per richiedere una visita è quando si intuisce che per l’adolescente si sta avvicinando il momento del primo rapporto sessuale. «Ci sono ragazzine che arrivano a 16 anni che sanno tutto sul proprio corpo e sulla sessualità; altre che a 19 non sanno praticamente nulla. Ci sono alcune che vengono accompagnate dalla madre o dalla sorella maggiore, altre arrivano sole. Si tratta di un argomento molto delicato e come viene vissuto e percepito dalla giovane donna dipende da tanti fattori. Di certo un buon dialogo con una figura femminile di riferimento aiuta molto, ma il colloquio con uno specialista può essere l’occasione per fugare qualsiasi dubbio in merito».

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