Servimar esclusa dalla gara sullo sviluppo del porto turistico dopo aver trascinato il Comune in Tribunale. Quest’ultimo aveva approvato la proposta di project financing del promotore Arco Lavori, contenente anche la gestione economico finanziaria dell’approdo, con un investimento pari a 10 milioni. E’ quindi partita una procedura aperta telematica, relativa alla concessione dello scalo, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il 23 ottobre scorso è stato poi pubblicato il bando, che indicava il 24 dicembre quale scadenza per la presentazione delle offerte. Il 28 dicembre alle 12, in seduta pubblica, la commissione presieduta dalla dirigente Daniela Poggiali ha constatato la presentazione di tre buste. Fra cui quella appunto di Servimar, la cui offerta risultava incompleta. Secondo il Comune, infatti, non sarebbe stato specificato se «l’operatore economico eseguirà direttamente i lavori oggetto della concessione». Mancavano nel plico anche i «requisiti di qualificazione-servizio gestionale», oltre al nome del professionista – fra quelli indicati – che «possiede i requisiti per la progettazione». Fra i punti disattesi relativi al bando, poi, non è stata versata la garanzia provvisoria (pari al 2% del valore dell’investimento) di 196.048 euro e la cauzione (in misura del 2,5%) pari a 245.105 euro. L’Amministrazione comunale ha perciò inviato alla società la richiesta di soccorso istruttorio, per acquisire le integrazioni e le fideiussioni richieste, che però non sono arrivate. La Commissione ha così deciso di «escludere Servimar dalla procedura», perché in caso contrario «violerebbe il principio di par condicio fra i concorrenti». Dopo la bocciatura del suo project financing – che ha provocato il ricorso alle carte bollate da parte della società del lungomare D’Annunzio, impugnandone la delibera – e l’affidamento temporaneo dell’approdo ad Adriaboat (gestito per 4 anni e che rischia di scatenare un’altra azione legale), Servimar è quindi completamente fuori dai giochi. Solo il giudice, a questo punto, potrebbe invertire la rotta intrapresa dalla Giunta, annullando l’atto che promuove la Arco lavori. Intanto dalla gara è stata esclusa, più o meno per le stesse ragioni, anche la Rti con mandataria Marine di Roma, e mandante Perrotta di Martano (Lecce) e Rcm di Sarno (Salerno). A questo punto la ravennate Arco lavori pare non abbia più ostacoli per ottenere la concessione del porto turistico.

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