La Civiltà contadina al museo di Bentivoglio

Un luogo di tradizione e storia, dove emerge tutto quel mondo contadino che ha fatto grande la piana. A Bentivoglio, in Provincia di Bologna, nel complesso di Villa Smeraldi, c’è un insieme di edifici in cui ha sede il “Museo della Civiltà Contadina”. Nato nel 1973, oggi è un baluardo di difesa dei valori rurali. Qui si fa ricerca ma si acquisiscono e si espongono le testimonianze di tutto un mondo artigiano. Si lavora con i ragazzi, puntando alla didattica e promuovendo ricerche di alto valore scientifico. Si studia il tessuto agricolo e, in particolare, si promuove la coltura e la trasformazione industriale della canapa (una delle realtà più importanti in Italia).

In sostanza, il museo della civiltà contadina di Bentivoglio vuole essere un luogo di confronto culturale e di interscambio generazionale, tenendo presente che proprio la conservazione del patrimonio materiale e immateriale ora nelle mani dell’Istituzione Villa Smeraldi è quell’insieme di storie che ha reso importante proprio il territorio della pianura bolognese. Il Museo di Bentivoglio ha ottenuto, quest’anno, il Premio Bandiera Verde Agricoltura 2021 promosso da Cia, proprio perché inserito tra le eccellenze italiane legate al mondo rurale e alla sostenibilità.

Cosa si può vedere

Nei suoi 2mila metri quadri di esposizione e nei 4 ettari di parco della residenza estiva che fu dei conti Zambeccari, ci sono la Casa del Fattore, la Ghiacciaia, la Stalla, la Conserva, e la Casa dell’Ortolano. Il parco ha una macchia che spicca e che i conti Zucchini vollero trasformare in un giardino all’inglese.

Tra il 2009 e il 2013 due padiglioni sono stati allestiti a museo, che venne realizzato dall’associazione Gruppo della Stadura, realtà che collabora oggi con l’istituzione che la gestisce. Ci sono 10mila testimonianze del lavoro dei contadini nella pianura di Bologna fino a metà del Novecento. Tra le caratteristiche da non perdere, anche l’orto pomario con le coltivazioni storiche: si tratta di uno spazio aperto che conserva più di 150 varietà antiche di frutto.

La cucina contadina

Nel pianterreno della Villa si può vedere una cucina contadina del tempo, con il camén (il camino), su una delle pareti della grande stanza. Era questo il luogo attorno a cui ruotava tutta la vita casalinga. A fianco i furnèl, i fornelli. Al centro la tavola, che serviva sia per mangiare tutti insieme, in famiglia, sia come banco da cucina, sia per stirare la biancheria. Nel museo si può trovare anche la caldarénna, il paiolo di rame che serve per cuocere e al ciapamòsch, una trappola acchiappamosche che si faceva con una quantità di vino o aceto che le attraeva.

Gli orari di apertura

Il Museo della Civiltà contadina è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e martedì e giovedì dalle 14.30 alle 17. Domenica è aperto dalle 15 alle 19 (da ottobre ad aprile) e dalle 16 alle 20 (da maggio a settembre). Sabato è chiuso

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