La Brigata del Diavolo si è "arrampicata" fino a Modigliana

Dom 4 Agosto 2019 | Laura Giorgi


La Brigata del Diavolo si è "arrampicata" fino a Modigliana

Fri 23 August 2019 | Laura Giorgi

Una piazza medievale, cinque chef , cinque vignaioli e qualcuno in più, un gruppo di cantastorie e tanto da raccontare. La Romagna, anche quella in salita, appenninica, fuori rotta, è una continua occasione di scoperta e di gusto. Lo sa bene il "torrianese" Fausto Fratti, che oltre ad aver fatto diventare realtà manifestazioni come "La collina dei piaceri", "Spessore" e aver riunito la Brigata del Diavolo nel più ampio progetto di Romagna Osteria, è perennemente a caccia di luoghi da far conoscere e nuove idee. <Modigliana è un concentrato di storie che non ci si crede - dice Fratti -, quanti luoghi così carichi di storia di bellezza ci sono in Romagna che meritano di essere scoperti o almeno riscoperti>. E farlo a tavola è sempre un buon escamotage, specie se a cucinare sono chef come Giorgio Clementi dell'Osteria dei Frati di Roncofreddo, Massimiliano Mussoni de La Sangiovesa di Santarcangelo di Romagna, Paolo Bissaro del La Canonica a Casteldimezzo, Remo Camurani di Ca’ Murani a Faenza e Silver Succi del Quartopiano di Rimini. Questa era la brigata della cena "Alla scoperta della Stella dell'Appennino" di venerdì 2 agosto.

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Un menù sorprendente già dall'entrata: il cagnolo rifreddo alla brace, panna acida affumicata porcini ed erbe svela la mano che fonde cucine regionali d'origine e di arrivo, e non può essere che quella dell'alto atesino trapiantato al mare di Pesaro Paolo Bissaro.

La passione di Giorgio Clementi per le verdure si svela tutta, invece, nel fricò di verdure maionese di peperoni e formaggio bazzotto, dove gli ortaggi sono offerti marinati ciascuno in un modo diverso e uniti dalla morbidezza dolce del formaggio fresco. Il sapore del mare allo stato puro impregna il risotto sempre di Bissaro all'acqua vegetale, canocchie, e ragù di crostacei alla bisque, con erbe selvatiche. Dal mare all'entroterra passando per una lasagna è un attimo e Remo Camurani farcisce la sfoglia con il meglio dell'orto di stagione: melanzane con crema di squacquerone riposato, sugo di pomodoro e pesto di maggiorana. Equo spazio per pesce e carne nei secondi, ottimo il trancio di spigola d'amo, che fa la sua bella differenza di sapore, patè di zucchine, parmigiano, pinoli e limone fermentato di Silver Succi. Dolce e burroso il cappello del prete di vitello, cremoso di piadina, cipolla caramellata e salsa Mutiliana Ibbola preparato da Massimiliano Mussoni. Uno spettacolo, da veder preparare, ancora una da Silver Succi, e soprattutto da assaporare cucchiaino dopo cucchiaino, la pesca a forma e grandezza naturale con “terra di mandorle” e salsa di vera pesca al timo, sempre di Succi.

Prossimo appuntamento con Romagna Osteria il 30 agosto prossimo sul porto canale leonardesco di Cesenatico, altra brigata, altri luoghi, altra scoperta.
Ma di questa stessa serata modiglianese ci sono anche i vini da raccontare, e le storie di chi li fa. Solo fra quelli serviti a tavola, ad esempio, un trebbiano che stuzzica come "Fra Gelso 2018" di Casetta dei Frati, da una vigna che doveva essere estirpata lustri fa e invece, eccola là, instancabile. Oppure il "Gemme 2017" di Torre San Martino, maturato in una annata horribilis un po' per tutti che la montagna invece in questo caso ha salvaguardato rendendo possibile una versione brillane di un sangiovese ricco di frutto quanto elegante. Oppure il "Tregenda 2015" di Villa Papiano, una albana passito che nel mare magno della categoria spicca per originalità, frutto e una freschezza che appiana sapientemente ogni possibile eccesso zuccherino. Undici cantine, uomini e donne che nelle vigne strappate ai boschi in altura, perché in quel di Modigliana si va dai 350 metri di altitudine in su, hanno voluto unire le proprie forze per promuoversi insieme, traendo forza da un territorio e rendendo ad esso pari fama.

"Stella dell'Appennino" è il progetto che racconta come un "terroir" non sia solo una questione geologica, non è solo questione di altezza, marne o arenarie, che quelle ci sono e la sapidità, la sottigliezza e la longevità dei vini, sangiovesi soprattutto ma non solo, di qua dipende da loro, ma ci mettono del loro anche i boschi, il vento, e, appunto, gli uomini. <Vogliamo essere profeti in patria> dice Renzo Maria Morresi di Casetta dei Frati, che presiede l'associazione dei vignaioli modiglianesi.
Gli 11 produttori sono: la storica Castelluccio, Balia di Zola, Lu.Va, Agrintesa, Mutiliana, Villa Papiano, Pratello e Torre San Martino, Il Teatro, Casetta dei Frati, Fondo San Giuseppe. Dopo la cena con la Brigata del Diavolo sono pronti a ripresentarsi venerdì prossimo 9 agosto per una nuova iniziativa “La Stella nei calici”, dalle 19 alle 24 in piazza Don Minzoni sempre a Modigliana, solo un assaggio per la prossima edizione di "Stella dell'Appennino" il prossimo 7, 8 e 9 settembre.

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