Prima il Gambero Rosso Bar Italia, unici in Romagna ad essere inseriti. Ora la prestigiosa rivista Imbibe Magazine, riferimento per il settore del bartending, li cita nel proprio numero in edicola negli States. Ed afferma un parere che per molti potrà essere inaspettato: uno degli undici migliori posti al mondo dove bere rum è a Marina di Ravenna. Una soddisfazione enorme per Aguardiente, che però non giunge totalmente inattesa. Ad affermarlo sulla pagina Facebook, una volta ricevuta la notizia e i pdf della pubblicazione, è il gestore Jimmy Bertazzoli (nella foto) che ringrazia nel suo post i compagni di avventura Pier Zanotti ed Elisa Accorsi. «Aguardiente ha aperto con una piccola selezione di 300 etichette, oggi può contarne oltre 1200 da ogni angolo dei Caraibi, con perle rare – ricorda Zanotti -. Ogni giorno celebriamo questo distillato con la passione di un giovane innamorato ed è per questo che l’intero team stasera brinda a questo traguardo». Imbibe affianca Aguardiente a importanti bar di levatura internazionale, con grandi capitali come San Francisco, Sidney, Londra, New Orleans e anche La Havana, con il leggendario La Floridita. «Tra i locali citati – dichiara Zanotti – anche templi come lo Smuggler’s Cove, o al Beachbum Berry’s Latitude 29 di Jeffrey Berry, o ancora a realtà tra i World’s 50 Best Bars, come il Baba Au Rum di Athene del mio amico Elias Stergiopoulos».
«Un onore vero per noi, dalla piccola Marina di Ravenna – afferma Zanotti al Corriere Romagna -. Non so se possiamo essere all’altezza delle altre realtà citate ma di certo il nostro amore è la nostra passione è assoluta. Personalmente sono in questo settore da 20 anni e da più di un decennio faccio ricerca nel campo dei distillati della canna da zucchero, con più viaggi annualmente nei Caraibi e soprattutto nelle Antille francesi». L’ultimo annullato domenica scorsa, per via del Covid ma per Jimmy Bertazzoli, che nel complesso di Marinara ha aperto Aguardiente nel giugno 2016 dopo il “fatale incontro” con Pier Zanotti oggi suo head bartender, l’entrata in Imbibe non è un fulmine a ciel sereno: «Ritengo che a segnalarci siano stati produttori ed esportatori di rum degli States – teorizza -. Ma recentemente eravamo stati contattati dalla stessa Imbibe per avere i nostri menù e la nostra collezione». Il traguardo non cambierà però le politiche aziendali: «Non abbiamo mai fatto pubblicità perché vogliamo rimanere un locale intimo. Non di lusso, ma frequentato da amanti veri di questo distillato. E come sempre – assicura – in Aguardiente qualsiasi rum può essere richiesto e viene servito al bicchiere. Non vendiamo mai la bottiglia. Poi esiste un listino, commisurato al tipo di prodotto. La nostra maniera di fare però non cambierà».

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