La Berkan B lascia Ravenna dopo anni di polemiche e inchieste

Una storia durata undici anni potrebbe, finalmente, concludersi nel giro di pochi giorni ai Piomboni. Dopo giornate in cui la Berkan B è stata tagliata in tronconi dalla azienda specializzata Fagioli, il relitto che dal 2010 giace nella banchina ex Tozzi si appresta a lasciare Ravenna dopo che era stato abbandonato dal suo armatore. Un epilogo a dir poco sofferto, dopo 11 anni di ricerche e tentativi di mettere di fronte alle proprie responsabilità i vari proprietari succedutisi, tra sequestri, aste, demolizioni tentate e inchieste della procura.

Da alcuni giorni è partito il cantiere per la rimozione dell’imbarcazione, per cui il bando era stato effettuato dall’Autorità di sistema portuale l’anno scorso. Lavorazioni aggiuntive richieste dalla Conferenza dei servizi avevano infatti indotto Micoperi a non firmare l’aggiudicazione della gara e il contratto conseguente. Una perizia seguente aveva poi consentito di affidare le lavorazioni ad Rcm (Gruppo Rainone), ovvero la realtà aziendale che è capofila anche nell’ormai prossimo cantiere che porterà il Candiano a -12,5m, il famoso progetto Hub.

L’impresa salernitana aveva poi deciso di appoggiarsi, per i lavori di rimozione della Berkan B che sono stati sostanzialmente confermati nell’importo della prima gara effettuata (9 milioni di euro), alla Fagioli. Già a fine maggio scorso era stato posizionato, in una fase di accantieramento, il pontone necessario al cantiere. Poi erano state effettuate ulteriori analisi sulle acque, in seguito la rimozione delle panne che delimitavano l’area del relitto e proprio in questi giorni la fase cruciale del cantiere.

Negli ultimi giorni infatti si sono portati avanti con successo i tagli delle lamiere che costituivano lo scafo e nella giornata di oggi lo scheletro della nave che ha tenuto sotto scacco la portualità ravennate sarà spostato. L’ora del trasporto è stato definito nella serata di ieri, ma quel che è certo è la revisione del traffico portuale nell’arco della giornata. Ed ora c’è attesa per il decisivo passo che servirà a liberare la piallassa di una presenza ingombrante per molti versi.

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