La barca ecologica più veloce e con più autonomia ideata dagli studenti dell’Unibo

FORLI’. Tra la via Emilia e la costa romagnola si sta sviluppando uno dei più interessanti progetti sulla mobilità sostenibile in acqua che ha già fatto parlare (e bene) di sé. A luglio il catamarano Futura ha vinto la Monaco Energy Boat Challenge, evento al quale partecipano progettisti da tutto il mondo. Al progetto ha lavorato un gruppo di studenti dell’Università di Bologna che da pochi mesi ha come team leader un ragazzo romagnolo di 20 anni, Leonardo Mengozzi, studente di Bertinoro, iscritto ad Economia e management al campus di Forlì.
Il progetto prende il nome di UniBoAT (University of Bologna Argonauts Team). Sono coinvolti una trentina di studenti coordinati in primis dal professore Nicolò Cavina, del Dipartimento di Ingegneria Industriale, esperto in macchine a fluido.

Un catamarano monoposto

Il mezzo realizzato dagli studenti è un catamarano monoposto che si basa su un sistema di propulsione che integra fonti di energia tutte a emissione zero di CO2 per alimentare un motore elettrico fuoribordo. I ragazzi hanno scelto un sistema misto: idrogeno ad alta pressione convertito in energia elettrica tramite una cella a combustibile, batterie al litio di ultima generazione sviluppate dagli stessi studenti e pannelli solari ad alta efficienza. In pratica, nel concorso al quale parteciperanno anche l’anno prossimo, l’organizzazione dello Yacht Club Monaco fornisce i due scafi e le traversine del catamarano. Al resto devono pensare i concorrenti. UniBoAT era l’unica squadra italiana.

Una parte degli studenti protagonisti del progetto con il professor Nicolò Cavina, coordinatore dell’iniziativa


La superiorità è stata schiacciante soprattutto nella prova Endurance. «Bisognava percorrere 16 miglia nel minor tempo possibile. Noi abbiamo impiegato un’ora e 50 minuti, i secondi più di quattro ore». Futura è riuscita comunque a prevalere anche nella “Speed record” con velocità massima di 14,7 nodi, nella “Slalom race” che metteva alla prova la manovrabilità del mezzo e nella Challenge Race, una sorta di match race (uno contro uno).

La ricerca degli sponsor

Intanto la vittoria di luglio ha fruttato un premio di 5mila euro. «Ma per partecipare alla competizione e sviluppare il prototipo abbiamo utilizzato un budget di 60mila euro spalmati su due anni. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci supporti. Siamo continuamente alla ricerca di sponsor e collaboratori tecnici».

Base nautica al Circolo Velico Ravennate

A luglio 2022 c’è la volontà di mantenere il titolo. Ma non sarà facile. Un po’ perché i team sono sempre agguerriti. Un po’ perché gli organizzatori hanno modificato i limiti entro quali devono rientrare i mezzi in gara portando da 5 Kwh a 10 la potenza a bordo e il peso a 310 chili. Esiste anche la possibilità di dotarsi di una vela. In questo caso si passa dai 5 mq consentiti nel 2021 ai 10 del 2022.
Il varo di Futura è stato fatto ai laghi di Campogalliano, vicino Modena. Ma per testare meglio il progetto si è proceduti poi con un varo in mare a Riccione, grazie al Centro Velico Città di Riccione e poi con l’appoggio di quella che è diventata una vera e propria base nautica, individuata nel Circolo Velico Ravennate.

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