L’uovo di cioccolato: una storia illustata ricca di sorprese

Fallita la produzione di uova di cioccolato in Francia promossa per assecondare Luigi XIV, il regalo pasquale così come lo si intende oggi, è una creazione italiana nata a Torino nella prima metà del ’700, perfezionata all’inizio del ’900 e dotata di sorpresa dal 1925. Nel secolo scorso numerose aziende dolciarie, alcune marchi famosi ancora in attività e altre più piccole uscite dal mercato, reclamizzano le loro uova di Pasqua con manifesti commissionati ai più celebri illustratori dell’epoca. Alberto Bianchi (Rimini 1882 – Milano 1969) pittore di ottima qualità, ritrattista di Casa Savoia, illustratore versatile e capace, dalla prima copertina dei Gialli Mondadori alle riviste balneari riminesi, è un cartellonista di grande successo per Fiat, Pirelli, Omsa, Lana Gatto e tanti altri committenti importanti. All’inizio degli anni ’30 esegue il manifesto che mostra una bella ragazza con l’espressione teneramente complice, un po’ da bimba, mentre cerca di estrarre la sorpresa da un grosso uovo pasquale scartato accanto a uno ancora avvolto nella vivace livrea colorata. Vicino ad essi, tre “animaletti”: le sorprese. Grande talento grafico quello di Bianchi, che lascia ampio spazio all’immagine emozionalmente esplicativa del messaggio pubblicitario con il minimo uso di scritte: Uova con sorpresa Talmone.Marcello Dudovich (Trieste 1878-Milano 1962), uno dei più celebri cartellonisti e illustratori di tutti i tempi, autore di campagne pubblicitarie per le principali aziende nazionali ed estere, realizza nella sua lunga carriera oltre 1000 affiches, tutte riconoscibili per lo stile esclusivo, sempre in linea con i dettami della moda del momento. Dagli anni Dieci trascorre le estati sulla riviera romagnola a Riccione e dal 1935 è spesso ospite di Teresio Borsalino e Gea della Garisenda nelle loro ville a Rimini e Villa Verucchio. Autore di illustrazioni per molte pubblicazioni rivierasche e manifesti balneari per Rimini, ne realizza due per pubblicizzare le uova pasquali. Nel primo, della metà degli anni Trenta, una splendida ragazza è ripresa mentre regge un grande uovo Talmone, nel secondo, più recente, sotto gli occhi di un enorme pulcino un giovane pasticciere esce dall’uovo di cioccolata con le confezioni di doni della Venchi-Unica-Talmone di Torino risultato della fusione delle tre aziende avvenuta nel 1960. Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) firmatario nel 1915 del Manifesto della ricostruzione futurista dell’Universo e nel ’26 quello dell’Aeropittura, è fra gli artisti coinvolti nel 1949 dall’imprenditore Giuseppe Verzocchi, nella realizzazione della sua collezione d’arte dedicata al lavoro con l’opera “Tornio e telaio” oggi esposta a Palazzo Romagnoli a Forlì. È sua una serie di coloratissimi manifesti del 1927 in perfetto “stile Depero” per reclamizzare le uova prodotte dalla torinese Unione Nazionale Industrie Cioccolato ed Affini, l’Unica. Tanti altri trattano il prodotto come Sepo, pseudonimo di Severo Pozzati (Comacchio 1895 – Bologna 1983), pubblicitario, pittore e scultore, è sua la solida “Maternità” del 1915 alla Gamc di Villa Franceschi a Riccione. Per la Talmone declina al femminile la sorpresa dell’uovo di cioccolata decorandolo con un gioco di nastri rosa. Immancabile e più fantasioso di tutti, Adolfo Busi (Faenza 1891 – Bologna 1977) nel 1951 sfrutta i tradizionali simboli pasquali per inserire nelle uova di cioccolato bombole e fornelli della Società Liquigas come sorpresa. Con loro tanti cartellonisti di grido: Giuseppe “Maga” Magagnoli per Motta, Federico Seneca per Talmone, Zàini e Perugina così come Giovanni Angelini, Gino Boccasile per IVLAS, Remo Berselli per Salvi e Giorgio Dabovich per Dulciora.

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