L’altro rischio. «Non fermate le vaccinazioni»

«A causa della pandemia di COVID-19 (causata dal nuovo virus SARS-CoV-2) nei Paesi della Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) esiste il rischio che si possa verificare una riduzione generale delle normali attività vaccinali, sia per lo spostamento di risorse sanitarie verso le attività di controllo della pandemia, sia per le misure di distanziamento sociale imposte alla popolazione, che potrebbero portare alcune persone a decidere di rimandare le vaccinazioni programmate per se stessi o per i propri figli» . A mettere in allarme è l’ultimo report dell’Istituto superiore della sanità. L’invito a non abbassare la guardia sul fronte della profilassi, anche nel pieno di una emergenza sanitaria, vale soprattutto in una provincia come quella di Rimini dove le percentuali di vaccinazione restano inferiori alla media nazionali per la presenza di sacche, sempre più ridotte (s’immagina anche di fronte alla tragica evidenza di queste settimane) di irriducibili “no vax”. Le vaccinazioni sono una componente fondamentale dei servizi sanitari e una loro interruzione, anche se per un breve periodo, porterebbe, stando all’avvertimento di Oms e Iss, a un accumulo di persone suscettibili e a un maggiore rischio di epidemie di malattie prevenibili da vaccino che possono causare decessi e sottrarre risorse sanitarie. «È fondamentale pertanto ridurre al minimo il rischio, soprattutto in un sistema già provato». Rischio che l’ausl riminese, ci si auspica, eviterà di correre.

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