L’orto diventa bottega alla Ca’ di viazadur

Ai mercati il suo banco è sempre il più colorato. Per le numerose varietà di verdure e frutta e per quella grafica particolare che dona occhi e bocche smisurate a zucche, melanzane e altri ortaggi, idea del grafico faentino Andrea Zoli. Ora però le presenze ai mercati di Andrea Savorani si ridurranno perché ha deciso di aprire una bottega in azienda, anzi fra la casa, il magazzino e il campo da dove arrivano direttamente. La “dispensa” della Ca’ di viazadur (il viaggiatore è proprio Andrea e quando è tornato dall’America tutti lo chiamavano così in dialetto, e a lui piaceva molto) è da sabato scorso in via Sant’Andrea 91, tra Faenza e Solarolo. È una colorata bottega di campagna dove si trovano tutti i prodotti di questa azienda agricola di cui Andrea rappresenta la quarta generazione, dopo il bisnonno Andrea, il nonno Giovanni, il babbo Paolo e lo zio Roberto.

Fino in America e ritorno

Nonostante la tradizione di famiglia, Andrea alla terra ci è arrivato però per gradi, benché giovanissimo. «Dopo il diploma in Agraria andai in America per un viaggio e là sono rimasto cinque anni, dal 2009 al 2015. Allora non sapevo bene cosa fare, a San Francisco cominciai a studiare Scienze motorie, poi a pochi mesi dalla conclusione decisi di tornare a casa. In quella grande città mi sono accorto che la cosa più preziosa io l’avevo già, ed era la terra. Ho pensato che se avessi lasciato passare altro tempo non avrei più avuto la forza fisica per occuparmene, e sono tornato».

Frutta, orto e nuove idee

L’azienda agricola di casa nasce imperniata sul frutteto, ma al suo ritorno Andrea introduce l’orto, e per qualche anno anche l’apicoltura. Otto ettari sono del padre, lui ne acquista altri due e ne affitta quattro destinandoli alle orticole. «In questi anni ho lavorato la terra e fatto tantissimi mercati. Ma ho capito che per quanto tu sia bravo a vendere, una parte di prodotto ti avanza sempre e per evitare sprechi ho deciso che era venuto il momento di inventarmi qualcosa di nuovo. Fra l’altro qui non è rimasta più nessuna bottega e questa idea di poter servire i residenti mantenendo contribuendo a mantenere viva la comunità della frazione mi piace. Abbiamo utilizzato quindi gli ampi spazi del magazzino per fare la bottega per la vendita diretta e a fianco il laboratorio per produrre confetture, sottoli, sottaceti, salse, frutta e verdure essiccati. Continuerò ad andare al mercato del sabato mattina a Imola, perché lì abbiamo una buona clientela, ma soprattutto per affetto, perché era il mercato che faceva mio nonno». Col tempo, al piano superiore conta di avviare attività didattiche e sociali. Intanto ha pensato di coinvolgere i clienti in questo modo: chi arriverà in bottega con la propria borsa o renderà i vasetti dei suoi trasformati, lo aiuterà a mettere da parte una somma, il corrispettivo del valore di quei contenitori, che lui reinvestirà per piantumare alberi e bosco nei suoi terreni.

Rape & C.

Nei terreni della Ca’ di viazadur gli ortaggi vengono coltivati in campo aperto, senza serre, con lavorazioni minime del terreno, «non ho la certificazione biologica per scelta ma lavoro in modo naturale e dopo che ho raccolto voglio lasciare il terreno più ricco di prima» dice il giovane ortolano. «Il cambiamento climatico ormai consente di protrarre colture anche più avanti, utilizzando semplicemente le rotazioni – ammette Andrea –. In America ho conosciuto tutto il mondo delle rape e una volta qui mi sono specializzato in quelle: rape di ogni colore, sedano e cavolo rapa, topinambur e carote, che sono il nostro forte». Adesso è stagione di zucche e anche per questo prodotto alla Ca’ di viazadur la biodiversità non manca. La bottega è aperta tutti i giorni, eccetto domenica e lunedì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.30.

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