CESENA. Avrebbe compiuto 100 anni il poeta Tonino Guerra nato a Santarcangelo il 16 marzo 1920. Ricorrenza pronta a essere celebrata con un ricco calendario di eventi ma a causa della pandemia in atto, tutto è stato rinviato. A non essersi fermate le proposte on line e le iniziative editoriali. Tra queste la rivista “Graphie” che nell’ultimo numero, il numero 90, in edicola in questi giorni, ha al suo interno la sezione “Calligraphie” dedicata completamente al maestro romagnolo.
Il 90° numero
“Graphie” è una rivista trimestrale interdisciplinare e intergenerazionale, di arte e letteratura, fondata nel 1998 a Cesena, grazie a “Il Vicolo Editore”, casa editrice che vanta dodici collane, dalla saggistica alla poesia, dall’arte contemporanea, alla narrativa, con oltre 400 titoli distribuiti su territorio nazionale.
Traguardo non di poco conto quello di essere giunta felicemente al novantesimo numero, con ben ventidue anni di attività, dal 1998 al 2020, cosa non troppo frequente, non a caso il ventennale è stato accompagnato da molti e importanti eventi. Sempre non trascurabile il fatto che sia reperibile nelle librerie del territorio romagnolo ma anche nazionale, e soprattutto sia molto diffusa per abbonamento. A dirigerla e coordinarla l’architetto e artista Marisa Zattini, instancabile professionista della cultura con all’attivo mostre, eventi, pubblicazioni senza interruzioni di sorta, tenendo sempre altissima la bandiera della qualità e della competenza.
E sua in questo numero è l’idea che caratterizza il contributo al poeta e sceneggiatore santarcangiolese dal titolo “Speciale Tonino Guerra 1920-2020” come spiega nel suo editoriale con cui lo presenta.
Veramente grande
«Non ci possono essere tramonti silenziosi per chi è stato grande. Veramente grande. Ma come si fa a non sentirsi dei privilegiati quando si appartiene a una terra come quella della Romagna?! Il 2020 ci ricorda la nascita di romagnoli davvero eccellenti venuti alla luce 100 e 200 anni fa. Mi riferisco al nostro Tonino Guerra (Santarcangelo 1920-2012), a Federico Fellini (Rimini-1920-Roma 1993), a Mattia Moreni (Pavia 1920-Brisighella 1999) e all’indimenticabile Pellegrino Artusi (Forlimpopoli 1820-Firenze 1911). La creatività, si sa, è una materia incandescente e i Nostri sono stati forgiatori di smisurata potenza. Oggi vogliamo ricordare Tonino Guerra».
Poesie, racconti, romanzi, film
Lo fa passando in rassegna i suoi personaggi femminili, che costellano poesie, racconti, poemi, romanzi, film. Ma ecco che continuando a leggere si scopre l’originale e inconsueto omaggio. Scrive Zattini: «Abbiamo pensato di ricordarlo attraverso la voce di alcuni selezionati amici e poeti, con lettere autografe e riflessioni per sentirlo sempre, ancor più presente in mezzo a noi!».
E nelle pagine a seguire la loro memoria, spesso commossa, prende forma in parole cariche di tenerezza, affetto, gratitudine, stima, amicizia. Sono quelle, tra gli altri, di Gianfranco Angelucci, Anna Maria Tamburini, Adele Fioravanti, Gigi Mattei, Gianni Giannini, Cino Valentini, Fabrizio Parrini, Nevio Spadoni, Luciano Benini Sforza, Sandro Pascucci, Fabio Molari, Gianfranco Lauretano.
C’è chi ricorda di averlo seguito nelle sue proposte, in silenzio o percorrendo i sentieri che via via consigliava perché, come scrive Molari, «oltre che uno dei più grandi sceneggiatori, Guerra è stato uomo di territorio, legato da un sentimento profondo alla sua terra, la Romagna che va dal mare all’Appennino e confina con il Montefeltro. Ed è per questa terra che ha speso le energie migliori dei suoi ultimi anni. Questo andare, tornare, pensare e inventarsi, scoprire e valorizzare».
100 anni di gratitudine
E ancora chi esprime, è il caso di Pascucci, “100 anni di gratitudine”, facendo riferimento a «un’assonanza evocativa dell’epopea narrata da Màrquez, trasfigurata nell’orizzonte singolare plurale di un Macondo romagnolo….».
E c’è chi rammenta una richiesta ricevuta con insistenza, quella di portare i fiori sulla tomba del dottor Gioacchino Strocchi a San Pietro in Vincoli di Ravenna. Spadoni, che proviene da quel paese, si chiese come mai ricevette quella richieste da Guerra ma poi capì. «Ben presto venni a sapere che eravate stati compagnia di prigionia nel Campo di concentramento di Troisdorf in Germania e fu proprio in quel luogo di miseria e di disperazione che voi trovaste la forza di scrivere poesie».
Quella di Benini Sforza è una poesia che nel suo cuore recita «i tuoi segni, i tuoi scarabocchi arrivano qui da lontano, anzi non hanno mai lasciata sola questa stanza».
Momenti magici
E Adele, moglie del compianto Ilario Fioravanti ripercorre il profondo legame amicale tra due artisti che si capivano al volo, uniti e protagonisti di interminabili incontri che erano come li descrive Adele «momenti magici, pieni di spiritualità e voi vicini e complici».
Ad accompagnare le lettere a Tonin,o grandi foto in bianco e nero scattate in casa Guerra da Luigi Mattei Gentili. Un’occasione per re-incontrare il suo sguardo aperto e curioso, con quel guizzo vigoroso che non solo dimostrava il suo saper esplorare ma soprattutto il suo amare la vita e tutto ciò che porta in dono.
E grazie a ciò che gli amici intimamente gli rivolgono giunge la figura del maestro, di pensiero, parola, immagine, che come un umanista rinascimentale ha saputo instillare guardando lontano, insegnando a cercare orizzonti di bellezza e di poesia per un necessario nutrimento dell’anima.

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