L’isola di Haydn per la stagione d’opera all’Alighieri di Ravenna

Una vera stagione d’opera e danza, dal vivo, senza streaming e senza distanziamento: la speranza coltivata per quasi due anni prende forma da questa sera al teatro Alighieri. Dove va in scena il primo dei titoli operistici previsti da qui a marzo, fino ad aprile quando il cartellone si concluderà con gli appuntamenti riservati alla danza. Si tratta de “L’isola disabitata”, un misconosciuto capolavoro, un’azione teatrale in due parti che Franz Joseph Haydn compone nel 1779 per la corte degli Esterházy a Eisenstadt, solo un paio d’anni dopo aver assistito, presso quello stesso teatro dove prestava servizio come Kappelmeister (e dove rimane per quasi trent’anni) al rivoluzionario “Orfeo ed Euridice” di Gluck. Ed è proprio a quell’opera “riformata” che si ispira per dar vita a una sorta di esperimento in cui il convenzionale stacco tra aria e recitativo si stempera nel continuum musicale dei recitativi accompagnati dall’orchestra, segnando un interessante passaggio tra il Settecento barocco e il primo classicismo.

L’isola del titolo è quella in cui sono state abbandonate Costanza e la sorella minore Silvia, e sulle cui coste, dopo un rapimento e una prigionia durate ben 13 anni, approda il marito di lei, Gernando, insieme all’amico Enrico. I quattro personaggi si ritrovano a comporre il gioco delle coppie verso il lieto fine, ma la vicenda si presta a una profonda riflessione sulla solitudine e l’isolamento che diventa il cuore della regia di Luigi De Angelis (che cura anche luci, scene e video), perché, come spiega, «l’isola è metafora di uno stato d’animo che forse, in questo momento storico, ci riguarda da vicino». La nuova produzione, con i costumi e la drammaturgia di Chiara Lagani, esplora le dimensioni emotive delle due protagoniste, la rabbia dell’abbandono e l’ingenuità della giovinezza: Costanza indurita dal dolore non si aspetta più niente, mentre Silvia, che nulla sa degli uomini, se non della loro malvagità, prova i primi turbamenti alla vista di Enrico, e sarà il suo sguardo aperto al futuro a sciogliere le pene della sorella.

In palcoscenico si percorre il sottile confine tra reale e virtuale, tra reale e sogno, così, mentre scorrono le immagini della pietrosa isola siciliana di Marettimo, nelle Egadi, a dar voce ai protagonisti sono le soprano Giuseppina Bridelli e Anna Maria Sarra insieme al tenore Krystian Adam e al basso Christian Senn, tutti sotto la direzione musicale di Nicola Valentini sul podio dell’Ensemble Dolce Concento con Jacopo Raffaele al fortepiano.

L’opera inizia alle 20.30 (la replica di domani alle 15).

Info: 0544 249244

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