Max Sirena, perché praticare la vela?
«È una della attività sportive che ti permette di stare in un ambiente aperto, più che sano, a contatto con la natura e con il mare. E soprattutto non è solo una disciplina sportiva ma anche un po’ una scuola di vita. Affrontare il mare significa anche conoscere te stesso, quali sono i tuoi limiti. Credo sia molto utile ai bambini. Lo vedo con i miei figli».
La pratica della vela, quindi, è più utile al corpo o alla mente?
«In realtà dipende dal livello che si pratica. Sicuramente però nella fase iniziale non va a cogliere l’aspetto puramente fisico-atletico ma è più una questione psicologica, mentale. Il mare non è il nostro ambiente naturale a differenza di un campo da calcio che è un ambiente nel quale cresci quasi quotidianamente. Andare per mare è una cosa più innaturale anche se poi è vero che deriviamo tutti dall’acqua salata. Quindi sì, la prima formazione è a livello psicologico, mentale, perché ti devi adattare abbastanza velocemente per cercare di avere il controllo del mezzo che hai. E poi c’è un altro aspetto: ogni giorno è diverso, in mare è impossibile replicare sempre le stesse condizioni. Ogni giorno è una cartolina, un quadro diverso, a seconda delle nuvole, del vento che assume direzioni diverse… Un giorno c’è acqua piatta, il giorno dopo c’è onda perché il vento viene dal mare. E così è un’evoluzione continua anche a livello personale».
Che significato può avere lo sviluppo della vela sulla costa emiliano-romagnola?
«È fondamentale, ma anche per l’Italia in generale. Se escludiamo una parte del Nord, siamo praticamente un’isola, uno dei pochi paesi al mondo circondato dal mare. Tutte le attività che si riesce a collegare al mare generano un indotto. La vela ne é un esempio particolare. Basti pensare ai genitori che portano il bambino a scuola vela e la prima cosa che fanno, soprattutto in periodo estivo, è fermarsi a bere un caffè o a trovare un momento di relax dove passare il tempo in cui il bambino è in mare. Poi, mano a mano che si cresce, tutto si evolve. Quando la passione si trasmette anche agli adulti c’è persino la possibilità che il genitore compri la barca. C’è un indotto legato al mondo del mare, della vela e in generale della nautica, che è enorme. Un indotto che probabilmente in Italia non sempre è stato sfruttato e compreso appieno».
E all’estero?
«Ci sono moltissimi altri posti magari con caratteristiche geografiche o logistiche molto più penalizzanti, eppure ne fanno quasi il loro business principale. Io giro tanto per il mondo. Vedo realtà che in Italia dovrebbero essere immediate da realizzare ma spesso tutto è complicato dalla burocrazia o dalle nostre difficoltà storiche. Certo, il mondo della nautica ha in generale un potenziale importante. Ma, ripeto, prima di tutto andare per mare è una scuola di vita che è difficile replicare in qualsiasi altro sport».
Che consigli dare a chi si avvicina alla vela?
«Intanto, bisogna smettere di pensare alla vela come sport elitario o da ricchi. Io vengo da una famiglia normale che non aveva la barca a vela. Mi sono avvicinato al mare da solo. Le scuole vela sono un’opportunità per tutti di conoscere il mare. Per mio figlio è stato semplice, perché ha sempre visto il padre che fa questo da una vita. Ma gli ho sempre detto: “Vai in barca per imparare a conoscere il mare”. Se poi diventerà un sport che un domani sarà anche una professione lo vedremo nel tempo. Le scuole, ripeto, sono un’opportunità per avvicinarsi al mare. Poi sta alla bravura degli istruttori… Andare per mare non è banale, non è semplice, non c’è sempre il sole e non ci sono sempre 30 gradi! Bisogna renderlo uno sport piacevole anche ai bambini: è fondamentale che si divertano, non che si mandino in mare con 30 nodi di vento e due metri di onda perché facendo così è ovvio che non saliranno più in barca. Deve essere un avvicinamento graduale. Col tempo verrà in maniera spontanea e naturale navigare con tutte le condizioni».
E un consiglio a chi la pratica da tanti anni?
«È difficile dare un consiglio che va bene per tutti. Quel che mi sento di dire è che bisogna imparare ad amare il mare. Alla fine l’attrazione arriva così. Se tutti fossero velisti certo sarei più felice, ma ci sono tanti modi per andare in mare: con la barca a motore, col windsurf, col kite, col sup… Oggi è molto più facile andarci rispetto a quando ero bambino io. Ci sono molte più strutture e più mezzi. Credo che la Federazione Italiana Vela negli ultimi 2 o 3 anni stia facendo tanto, anche nella comunicazione, usando per esempio i testimonial o i nuovi canali social. In questo modo permette a tanti di poter conoscere un mondo nuovo. L’invito che faccio a tutti, dai bambini agli adulti, è proprio questo: provate almeno una volta ad andare in mare, ovviamente in condizioni meteorologiche favorevoli. È un’esperienza che dà emozioni difficili da trovare in altri sport».

Un sport formativo, sicuro e immerso in un ambiente salubre: questo il messaggio che lancia la Federazione Italiana Vela con la campagna “Ritrova la bussola!” per promuovere la stagione estiva delle scuole vela Fiv in tutta Italia e nella XI Zona che corrisponde all’Emilia-Romagna. Tra i testimonial dell’iniziativa c’è anche il riminese Max Sirena, skipper e team director di Luna Rossa, il consorzio italiano impegnato nell’avventura dell’America’s Cup 2021.
Ecco l’elenco dei circoli impegnati a proporre scuole vela in Emilia-Romagna: Anmi Ravenna, Adriatico Wind Club Ravenna, Centro Velico Città di Riccione, Centro Velico Punta Marina, Circolo Nautico Cattolica, Circolo Nautico Amici della Vela Cervia, Circolo Nautico Cesenatico, Circolo Nautico del Savio Cervia, Circolo Nautico Fossa dei Mulini Viserba Rimini, Circolo Nautico Volano Ferrara, Circolo Vela Cesenatico, Circolo Velico Punto Vela Bellariva Rimini, Circolo Velico Ravennate, Circolo Velico Riminese, Circolo Velico Rio Pircio Igea Marina, Circolo Velico Torre Pedrera Rimini, Club Nautico Riccione, Club Nautico Rimini, Congrega Velisti Cesenatico, Cus Bologna, Lega Navale Ferrara, Lega Navale Ravenna, Ravenna Yacht Club, Real Yacht Club Portoverde, Riccione 151 H2O, Rimini Yacht Club, Società Velica Cervia, Yacht Club Marano Rimini, Yacht Club Marina di Cattolica, Yacht Club Romagna Ravenna, Yachting Club San Marino.
Molti di questi circoli parteciperanno anche al Vela Day 2020, in programma dal 26 al 28 giugno.

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