L’investigatore privato: “Quando l’amante ci ha preso a fucilate”

Il marito fedifrago scoperto grazie a uno stuzzicadenti. Ma anche il salvataggio del bambino rapito e nascosto nelle campagne romane. Senza dimenticare il traditore che si piazzò in mezzo alla strada con un fucile pronto a dire la sua agli investigatori. Dai pedinamenti con pesanti macchine fotografiche a rullino nascoste in borsa fino alle indagini condotte con droni ma anche nel cyberspazio. In venticinque anni, il mondo dell’investigazione privata è andato incontro a cambiamenti epocali, viaggiando di pari passo con l’evolversi delle tecnologie, ma a non cambiare di una virgola sono i colpi di scena e le emozioni al cardiopalma che riserva il mestiere. Lo sanno bene alla Kontrol Service con sedi a Fano (in via Dell’Abbazia 1/a) e a Rimini (a breve nella nuova sede di via Macanno 69). Un’agenzia nata 25 anni fa, nel 1997, da un’idea di Alessandro Giuliani che, dopo un’esperienza nei reparti operativi dell’Arma dei carabinieri, decise di mettersi in proprio. Tra i clienti aziendali oggi può vantare Eni, Ferrovie dello Stato, Rfi, Poste italiane ma anche Technogym.

Tra segreti e colpi di fucile

A raccontare qualche episodio indimenticabile è proprio Giuliani che ha ricoperto la carica di responsabile regionale per oltre 10 anni. «Molti anni fa stavamo indagando su un marito fedifrago che incontrava una escort in un appartamento situato in un centro direzionale con 4 ingressi e un dedalo di passaggi. Sapeva di essere seguito e metteva in campo ogni accortezza, continuando a “bruciarmi” i collaboratori». Così a forza di spremersi le meningi, agli investigatori si accese la proverbiale lampadina. Per stanare l’appartamento giusto, prosegue Giuliani sorridendo, è stata impiegata della tecnologia costosissima, ovvero una confezione di stuzzicanti. «Ne abbiamo collocato uno su ogni stipite delle porte nella parte interna del montante, – chiarisce – mentre schieravamo quattro uomini, uno per ingresso», ricorda. E non è tutto. «Quando usciva qualcuno ci scapicollavamo lungo 5 piani di scale per vedere quale bastoncino fosse caduto. Quando il gps ha segnalato che era arrivato il nostro uomo, abbiamo beccato il bastoncino caduto, individuando la coppia».

Una soddisfazione anche maggiore è venuta da un’indagine ben più delicata. Ricorda Giuliani: «Un bambino di tre anni era stato affidato al padre, con regolare sentenza, ma la madre di origine straniera lo fece sparire durante un weekend».

Ritrovarli per il cliente disperato era più difficile che rinvenire un ago in pagliaio ma, rimarca, «riuscimmo a capire che la donna aveva un forte ascendente su uno dei suoi docenti universitari e indagando su di lui scoprimmo che fra le proprietà ne annoverava una nella campagna romana». Gli sforzi degli investigatori puntarono lì e l’auto della ragazza parcheggiata all’ingresso diede loro ragione. «Appena si è messa in marcia, – continua ancora Giuliani – con la sentenza in mano ci siamo accordati con il comandante dei carabinieri della zona». Fermata dai militari per un controllo in apparenza di routine la signora venne condotta in caserma per le verifiche del caso. E il padre del bimbo potè riportarlo a casa. Numerosi come le emozioni sono i rischi corsi in un quarto di secolo dalla Kontrol Service. Al riguardo Giuliani ricorda che alcuni dei suoi uomini stavano seguendo in auto un imprenditore che guidava con l’amante a fianco. Tutto regolare, finché facendo inversione se lo ritrovarono in mezzo alla strada con il fucile da caccia imbracciato. Immediato lo sparo mandò in frantumi il lunotto del loro veicolo. L’epilogo? Dopo un rocambolesco inseguimento finirono tutti in caserma. L’uomo, sottolinea il socio dell’agenzia, sostenne di aver sparato solo per aria, ma i pallini conficcati nella plastica del paraurti dimostrarono tutt’altro. «Per uno dei due investigatori era il primo giorno di lavoro e commentò “Cominciamo bene”, ciononostante non ha mai gettato la spugna», conclude Giuliani.

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